Film
Sam Levinson
The Idol – Stagione 1
-
Carmen Palma
- 7 Giugno 2023
Dopo il debutto al Festival di Cannes, The Idol, è arrivata in Italia il 5 giugno 2023, in contemporanea con gli Stati Uniti, via Sky Italia e Now.
Nella serie Lily-Rose Depp è di una popstar estremamente sensuale, Jocelyn, decisa a rivendicare lo status di più grande stella d’America dopo che un esaurimento nervoso le ha fatto deragliare il tour. The Weeknd è invece Tedros, impresario di nightclub dal passato problematico, una versione Tantra del motivatore già interpretato da Tom Cruise in Magnolia. Nata dalla mente di Sam Levinson, creatore di Euphoria, The Idol ci porta tra le retrovie del mondo dello spettacolo, in particolare l’industria musicale con tutti i suoi protagonisti, assistenti, direttori, manager, giornalisti…
Sappiamo che la serie ha incontrato non poche difficoltà sul set tra scene rigirate daccapo, abbandoni, polemiche e illazioni. Problemi che il cantante ammette di aver accusato in uno scambio con W Magazine e che hanno inoltre a che fare con la cancellazione di un concerto dello scorso anno a causa della perdita della voce. Un’inchiesta di Rolling Stones aveva portato alla luce presunte difficoltà sul set di The Idol, tra cui ritardi della produzione e una riscrittura pressoché totale della sceneggiatura.
Lo scorso anno Amy Seimetz, regista di The Girlfriend Experience, lasciò improvvisamente il progetto con l’80% della serie già girata, costata quasi 80 milioni di dollari. HBO ha confermato in passato questa notizia, ma senza fornire spiegazione sui motivi. L’unica voce diffusa all’epoca, è che The Weeknd fosse scontento dell’eccessiva «prospettiva femminile». Alcune fonti interne hanno poi raccontato a RS che Sam Levinson ha preso le redini del progetto, stravolgendo la serie nel suo intento originale. E nel trailer condiviso negli scorsi mesi, tutto party, edonismo, droghe e sessualità, il suo tocco è infatti inconfondibile.
Da Cannes le recensioni del primo episodio erano tutt’altro che entusiaste, ed anche su Rotten Tomatoes, la piattaforma di recensioni, informazioni e notizie sul mondo del cinema e delle serie TV, la percentuale di apprezzamento ha raggiunto velocemente minimi storici. Tanto che veniva da chiedersi se le critiche fossero reali e non trascinate dalla polemica generale. Il primo episodio andato in onda, tuttavia, conferma l’accoglienza ricevuta sulla Croisette.
Con The Idol Sam Levinson ha promesso “shock” per le immagini spinte in termini di sesso e violenza. Al debutto, tuttavia, sullo schermo non assistiamo a nulla di sconvolgente. Anzi, è tutto da manuale: un pilot esattamente come te lo aspetteresti dal creatore di Euphoria, con sequenze e dialoghi abbastanza prevedibili, lanciati con la chiara intenzione di voler suscitare un dibattito o di provocare gli spettatori più sensibili. A cominciare da una delle prime frasi pronunciate in scena (“mentall illness is sexy”, “are we romanticizing mental illness?”).
Rendere glamour le malattie mentali al cinema e in tv non solo è un’usanza problematica, ma rientra anche in quel male gaze di cui l’opera di Levinson è pregna. Un episodio non basta per dire se il suo sguardo da regista in questa serie sia misogino (come raccontavano invece le critiche dal set riportate da Rolling Stone), ma certo è che in questo pilot i cliché dello sguardo maschile oggettivizzante ci sono e non è ancora chiaro a che scopo (forse di critica? Non evince ancora).
Un esempio: la scena d’apertura in cui vediamo Jocelyn in posa provocante, il seno quasi esposto, che guarda dritto in camera mentre una lacrima scorre sul suo viso. Gli sconvolgimenti emotivi femminili accompagnati da nudità o sensualità sono da manuale in un certo tipo di narrazione, quindi, ancora una volta, nessuno shock. Anzi, solo una sequenza di eventi abbastanza noiosi che non spingono poi così tanto a proseguire la serie, neanche il focus della puntata, quello del revenge porn (chi ha diffuso lo scatto intimo di Jocelyn?) crea il giusto “mistero” o stuzzica l’empatia nei confronti di Jocelyn.
A tutto ciò si aggiunge l’interpretazione di Abel Tesfaye, poco credibile nei panni del guru Tedros. Il cantante non è alla sua prima esperienza attoriale, andò molto meglio nel suo debutto in Diamanti Grezzi dei fratelli Safdie, in cui interpretava se stesso. È la prima volta invece che appare sul piccolo schermo come co-protagonista, e la sua entrata in scena non convince. Per non parlare del fatto che c’è poca chimica tra lui e Lily-Rose Depp e questo nonostante quanto raccontato dal cantante a W Magazine (era talmente entrato nella parte dell’impresario di nightclub dal passato problematico da perdere della voce durante un concerto). E se viene meno la chimica tra i due, manca proprio il senso ultimo di Tedros, che dovrebbe utilizzare l’estasi dei sensi per arrivare a uno scopo che ancora ignoriamo, ma che ha sicuramente a che fare con il potere su Jocelyn. Ma Tedros non è sensuale, la sua perfomance a fine puntata fa solo sorridere per lo sforzo recitativo che The Weeknd commette.
E pensare che The Idol va a sostituire lo slot precedentemente occupato da Succession…
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