Film

Paolo Genovese

Follemente

20 Febbraio 2025 Italia commedia

Follemente rilancia un concept divenuto famoso grazie alla saga di Inside Out (anche se l’ispirazione proviene da un precedente spot RAI firmato, per sua ammissione, dal regista stesso) per creare una commedia romantica inedita nel nostro Paese. La ricetta corale permette di creare un ensemble di personalità che consente allo spettatore di identificarsi con i due personaggi protagonisti e, parallelamente, ridere delle loro idiosincrasie e delle loro goffaggini.

La pellicola, sceneggiata da Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Paolo Costella, Flaminia Gressi e diretta da Paolo Genovese, racconta del primo appuntamento tra Piero (Edoardo Leo) e Lara (Pilar Fogliati), ognuno di loro “accompagnato” dal punto di vista delle loro rispettiva personalità: Trilli (Emanuela Fanelli), Scheggia (Maria Chiara Giannetta), Alfa (Claudia Pandolfi) e Giulietta (Vittoria Puccini) da una parte e Romeo (Maurizio Lastrico), Valium (Rocco Papaleo), Eros (Claudio Santamaria) e Professore (Marco Giallini) dall’altra. Un viaggio nelle menti di un uomo e di una donna colte nel topico momento del più classico tra gli incontri / scontri tra sessi.

Paolo Genovese si è riscoperto grande regista di commedia con il fortunatissimo Perfetti Sconosciuti, in cui fu in grado di dar vita ad un dispositivo straordinariamente funzionale a livello cinematografico per raccontare una storia che fosse in grado di portare lo spettatore al di là delle apparenze. Alla scoperta di un mondo sotterraneo che i protagonisti stessi vogliono celare. L’idea di Follemente si basa più o meno sulla medesima trovata, ma, rispetto alla pellicola sopracitata, l’innovazione si ferma all’impalcatura immaginativa, dato che, di fondo, la pellicola è un romance italiano in piena regola. Di quelli dove al centro della tenzone c’è lo smascheramento degli stereotipi che circondano la relazione tra il mondo maschile e femminile.

A dispetto, quindi, di intenzioni di esplorazione psicologica varia ed eventuale, centrale nei film Pixar a cui si associa, la pellicola di Genovese decide alla fine di optare per la tradizione, non lasciandosi andare ad approfondimenti di natura endogena, nonostante qualche finestra ogni tanto si apra e un finale che (anche questa una cosa tipica del regista romano) prova a cambiare definitivamente piano di lettura, ma solo per dar modo allo “scontro / incontro” di prendersi il palcoscenico.

Nota assai positiva: il cast funziona molto bene nel suo insieme, trovando un equilibrio che permette ai vari interpreti di ritagliarsi lo spazio giusto per esprimersi e brillare. Un dato importante, che rivela la maestria di Genovese nel confezionare pellicole corali. Follemente si distingue, infine, per riuscire a far funzionare un ritmo narrativo quasi sincopato, che segue, di fatto (e giustamente), quello di un primo appuntamento in cui bisogna spesso improvvisare, con il risultato di non far filare mai tutto liscio.

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