Film
Hirokazu Kore'eda
L’innocenza
-
Carmen Palma
- 6 Gennaio 2025
Dopo le parentesi estere con Le verità (2019) girato in Francia e Broker (2022) girato in Corea del Sud, con L’innocenza (怪物, Kaibutsu, cioè “mostro”) Hirokazu Kore’eda torna alla sua terra e alla sua lingua, quella giapponese. E lo fa trattando tematiche totalmente nuove nella sua filmografia. Una storia, tre punti di vista diversi (con uno schema che ricorda il Rashomon di Kurosawa): quelli di Saori, il professor Hori e Minato. Minato è un preadolescente il cui insolito comportamento insospettisce la madre Saori, ed è attorno a questo “sospetto” che ruota tutto il film, che passa dall’essere una sorta di thriller in cui si tenta di ricostruire la verità dei fatti, a un dramma familiare e profondo racconto di formazione.
Da un lato, c’è il mondo convenzionale e rigido degli adulti, dall’altro c’è l’amicizia di due ragazzini stravaganti, Saori e il suo amico Yori, vessati dai loro compagni di classe. Tra maldicenze e bugie, tra voci di corridoio e pregiudizi, restano le riflessioni amare dei protagonisti e la purezza di due amici che si ritagliano uno spazio tutto loro, una fuga dalla realtà che li porta a trasformare un vagone deragliato in un’astronave e a far immaginare loro di essersi reincarnati.
Lo stesso Kore’eda ha spiegato che il titolo del film, “mostro” (sfumatura completamente persa nel titolo italiano), fa riferimento a una domanda ben precisa: mostro “è qualcosa che si nasconde dentro di me o qualcosa fuori di me?”. La risposta, come il film insegna, non è mai assoluta.
Filmografia
Trailer
Voti
Vota
Amazon
