Film
Alice Rohrwacher
La Chimera
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Carmen Palma
- 14 Aprile 2023
Si potrebbe dire che La Chimera sia il primo film dal sapore internazionale per Alice Rohrwacher, che dopo la nomination agli Oscar con Le Pupille sceglie un protagonista britannico per un suo film: Josh O’Connor, due volte premio Emmy per la sua interpretazione del principe Carlo in The Crown. A guardar bene, però, la regista è sempre stata con un piede fuori dai confini nostrani, affidandosi (anche) a case di produzioni straniere e alle sue storiche collaboratrici come la direttrice della fotografia Hélène Louvart (The Lost Daughter) e la montatrice Nelly Quettier (Holy Motors). Ci sono nuovamente loro dietro La Chimera, così come sono tornate la scenografa Emita Frigato, la costumista Loredana Buscemi e la acting coach Tatiana Lepore.
Squadra che vince non si cambia, e infatti dal trailer La Chimera sembra confermare lo stile e la poetica che ha caratterizzato i suoi precedenti film. Con lei tutto sembra un quadro, fermo nel tempo, dalla fotografia ai visi degli attori che Rohrwacher sembra tirare fuori da un’altra epoca. Una dimensione quasi verghiana, che si immerge nei substrati della società ma porta i protagonisti in storie fuori dall’ordinario. Se in Lazzaro Felice Alice Rohrwacher sceglieva il mondo dei contadini, ne La Chimera lo spettatore scava (è il caso di dirlo, letteralmente) nell’universo dei tombaroli degli anni ’80, i predatori di tombe o, più in generale, del mondo del sottosuolo. Josh O’Connor interpreta un un archeologo britannico che viene coinvolto nel mercato nero di reperti storici preziosi. Ad affiancarlo ci sono anche Isabella Rossellini, Carol Duarte, Alba Rohrwacher e Vincenzo Nemolato.
Cos’è che lega Arthur ai misteri del passato che emergono dal sottosuolo? Un potere inspiegabile o la semplice capacità di “sentire” il vuoto? Arthur porta con sé un lutto molto doloroso, la perdita della sua fidanzata Beniamina: la Chimera che insegue è, appunto, un fantasma, il ricordo di un amore ormai lontano che vuole raggiungere a tutti i costi. In questa ricerca Rohrwacher svela un mondo nascosto, pieno di tesori d’arte, di miti e tradizioni, ma che non vuole essere soltanto – a dispetto del titolo – un mero vagheggiamento: “Sembra un film mistico invece è avventuroso, goliardico” ha spiegato la regista in un’intervista. “Si parla delle peripezie di un gruppo di tombaroli, pieno di vitalità. Ma dietro al viaggio dei tanti personaggi c’è un’altra forza. Speriamo che guardando il film il pubblico possa alzare gli occhi al volo degli uccelli e chiedersi il significato di questa geografia misteriosa”.

Il film, come i suoi precedenti Lazzaro Felice (Migliore Sceneggiatura 2018) e Le Meraviglie (Gran Premio della Giuria 2014), fa il suo debutto a Cannes. In questi anni la regista italiana ha guadagnato un certo credito all’estero, come testimonia anche l’amicizia con Alfonso Cuaròn, il quale la considera una delle migliori registe contemporanee (per lei ha anche co-prodotto Le pupille).
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