Film

Dario Argento

Profondo rosso

7 Marzo 1975 Italia horror drammatico thriller

A partire dal 10 luglio 2023 torna nelle sale italiane Profondo Rosso, capolavoro del Maestro del brivido Dario Argento. Il film è stato restaurato in 4k e il suo ritorno è frutto della collaborazione tra RTI-Mediaset e Cat People, nuova casa di distribuzione fondata da Raffaele Petrini e Alessandro Tavola.

Marc (David Hemmings), giovane pianista, assiste all’assassinio di una parapsicologa (Macha Méril) ma non riesce a vedere il volto dell’omicida. Mentre indaga aiutato da una bella giornalista (Daria Nicolodi), le persone con cui viene in contatto cominciano ad essere assassinate una dopo l’altra.

«Vogliamo riportare in sala film significativi per tutti, senza divisioni di categoria – afferma Tavola nella nota stampa – per far (ri)vivere quella dimensione di stupore, trasporto e scoperta che il cinema del passato è ancora in grado di dare. Il pubblico negli ultimi tempi ha infatti premiato le riedizioni di classici di ogni tipo, ma ci sono ancora interi decenni, generi e autori non celebrati a dovere».

Uscito per la prima volta nel marzo 1975, posizionandosi tra i primi dieci incassi di quella stagione, Profondo Rosso è il simbolo del cosiddetto “giallo all’italiana” e ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama cinematografico mondiale. Infatti la regia rivoluzionaria di Dario Argento ha influenzato intere generazioni di appassionati e cineasti; tra questi, guardando fuori dall’Italia, possiamo citare John Carpenter, Eli Roth, Nicolas Winding Refn, Edgar Wright e James Wan.

Anche prima gli ominidi erano molto studiati, forse è il mio stile che si è affinato, in “Profondo Rosso” ho sperimento di tutto, ritmo, colore, musica, tematiche nuove, inquadrature inusuali, recitazioni più lievi, è un film che contiene idee molto personali, diverse dal giallo tradizionale
Dario Argento per la retrospettiva al Museo Nazionale del Cinema di Torino

In effetti il successo di Profondo Rosso, e il suo essere una lezione di cinema, risiede nella particolarissima struttura del giallo che mette in scena. Il protagonista, il pianista jazz Marc Daly (un grande David Hemmings), deve risolvere un enigma che tende all’astratto perchè oscilla «tra l’onirico e l’ipnotico, l’efferato e il musicale – continua la nota stampa – È un film di frammenti, di incastri, di divagazioni musicali in cui scena dopo scena la logica e la coerenza lasciano spazio quasi assoluto alla suggestione e alla paura in tutte le sue forme».

Di fatto, la grande innovazione di Argento è stata l’aver decostruito le meccaniche classiche del giallo (à la Alfred Hitchcock, per intenderci) e questo porta ad un collegamento tra lo spaesamento del suo protagonista e lo spaesamento dei suoi spettatori; nessuno è in una posizione di privilegio all’interno della sala cinematografica, quindi per risolvere il mistero tutti devono far appello alla memoria visiva e alle suggestioni che il film genera lungo tutta la sua durata.

La mia intenzione era quella di costruire un ordigno narrativo che, in un crescendo di violenza domestica e orrore urbano, potesse rendere insostenibile – e insieme magnetico – il percorso emotivo dello spettatore nell’intricato puzzle della trama
Dario Argento per la retrospettiva al Museo Nazionale del Cinema di Torino

Componente essenziali di questo enigma di terrore, oltre al sopracitato Hemmings e le interpretazioni di Daria Nicolodi e Gabriele Lavia, è l’indimenticabile colonna sonora firmata da Giorgio Gaslini e i Claudio Simonetti’s Goblin. Per i film precedenti – la trilogia degli animali – Argento aveva collaborato con il Maestro Ennio Morricone(L’uccello dalle piume di cristallo, 1970, Il gatto a nove code, 1971, 4 mosche di velluto grigio, 1971). Poi, su consiglio del padre Salvatore (produttore), il regista si è buttato in qualcosa di diverso. È così che Profondo Rosso rappresenta la prima collaborazione tra Dario Argento e i Goblin, i quali poi saranno vincitori del Disco d’oro ’75 perchè solo in quell’anno l’album vendette un milione di copie (ad oggi diventate oltre 3 milioni).

«Il cinema italiano è ricco di film unici e irripetibili, amati e riconosciuti in tutto il mondo – aggiunge Petrini – Volevamo che la nostra prima uscita fosse italiana ed emblematica, e per noi è stato naturale scegliere Profondo Rosso perché racchiude in sé tutto ciò che il cinema può essere e fare. Proprio pensando a questo tipo di iconicità, il nostro prossimo titolo sarà Cannibal Holocaust del compianto Ruggero Deodato [ndr. 1980], un film cruciale nella storia del cinema e del suo linguaggio».

Il trailer ufficiale del restauro mostra il lavoro dei restauratori, che hanno riscoperto la brillantezza dei colori di Luigi Kuveiller (direttore della fotografia). Inoltre la clip è un riassunto di tutte le peculiarità di Profondo Rosso, con le sue scene iconiche e le grandi interpretazioni del suo cast.

Su SA potete recuperare lo storico dedicato a Dario Argento, compresa la recensione del suo ultimo film, Occhiali Neri (2022), scritta da Elena Raugei.

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