Film

Brit Marling & Zal Batmanglij

A Murder at the End of the World (miniserie)

14 Novembre 2023 Stati Uniti Islanda thriller fantascienza

A Murder at the End of the World è la nuova miniserie televisiva creata da Brit Marling e Zal Batmanglij, sceneggiatori, registi (Marling per la prima volta dietro la mdp) e produttori esecutivi, al via negli Stati Uniti su Hulu e in Italia su Disney+ dal 14 novembre 2023 con le prime due puntate da circa un’ora cadauna, alla quale seguirà un nuovo episodio ogni martedì sino a raggiungere la messa in onda dei sette totali (l’ultimo dal titolo Retreat, che era curiosamente il titolo in origine previsto per l’intera serie).

Dopo il successo del sovrannaturale ed epocale The OA, epocale per la divisiva sospensione dell’incredulità che andava a generare, interrotto avventatamente da Netflix dopo due stagioni anche se avrebbe dovuto svilupparsi nell’arco di cinque, Marling e Batmanglij tornano così a collaborare assieme con mezzi a loro disposizione addirittura implementati, tanto che il cast può schierare, oltre alla stessa Marling nei panni dell’hacker Lee Andersen, Emma Corrin (The Crown) in quelli della protagonista Darby Hart – una detective sui generis dai capelli rosa, iconica come non mai – e Clive Owen, Harris Dickinson, Alice Braga e Joan Chen, tra gli altri.

Fianco e fianco in passato anche per alcuni lungometraggi (Sound of My Voice, The East)stavolta Marling e Batmanglij partono da presupposti in teoria maggiormente accessibili, ovverosia da un innesco da classico murder mistery, da Dieci piccoli indiani in giù per intendersi. A Murder at the End of the World segue le vicende di Darby e altri otto ospiti altamente selezionati tra le menti più brillanti del ramo tecnologico, invitati da un miliardario solitario a partecipare a un ritiro in un luogo remoto dell’Islanda, mentre la neve cade giù all’impazzata. Quando uno degli altri ospiti viene trovato morto, Darby deve usare tutte le sue abilità per dimostrare che si è trattato di un omicidio anziché un suicidio, contrastando macchinazioni e doppi giochi, prima che l’assassino continui e mietere vittime.

Ciononostante, il tipico approccio esistenzialista e altamente filosofico dell’accoppiata si ripropone con un’inevitabile ibridazione di stampo sci-fi, avvincente nell’intreccio tra presente e flashback, confrontandosi intelligentemente con il peso di temi sempre più attuali, a partire dalle AI e dal cambiamento climatico.

Notevole a livello visivo, di gran gusto nell’alternare le tese musiche originali di Danny Bensi e Saunder Jurriaans a emotivi brani appartenenti all’immaginario pop degli scorsi decenni (su tutti, per adesso, No More “I Love You’s” di Annie Lennox, ma anche Glory Box dei Portishead). Insomma, staremo a vedere dove si andrà a parare, e in tal senso la natura auto-conclusiva del tutto dovrebbe rappresentare un ulteriore pregio, ma A Murder at the End of the World è già un cult di qualità elevatissima.

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