Laurie Anderson
Laurie Anderson al Ravenna Festival, foto di Zani Casadio (2023)
7 Giugno 2023

La vita di Laurie Anderson è una performance recitata, “Let X = X” al Ravenna Festival

Laurie Anderson ha portato in Italia la tournée legata a Let X = X, performance tra teatro d’avanguardia, narrazione e pop music che la sta impegnando quest’anno sui palchi d’Europa assieme ai Sexmob, la formazione jazz guidata da Steven Bernstein.

È stato l’unico appuntamento italiano quello del 7 giugno al Pala De Andrè, all’interno della prima giornata del Ravenna Festival 2023, uno show che prende il nome e si sviluppa attorno all’omonimo brano di Laurie Anderson contenuto nel classico Big Science pubblicato il 1 gennaio 1982 e recensito su queste pagine da Teresa Greco.

Il brano, uno dei più accessibili del disco, non poteva mancare in scaletta, racchiude le caratteristiche fondanti del disco, lo humor assurdo, l’esplorazione dei significanti e significati del linguaggio, il minimalismo tra Steve Reich e Robert Ashley, il vocoder a distorcere la voce. Caratteristiche che sono anche quelle di O Superman, uno dei brani più noti di Anderson, soprattutto per l’uso che se n’è fatto da queste parti.

Durante lo show hanno trovato posto anche componimenti estratti da altri progetti pubblicati dall’artista durante la lunga carriera. La sarcastica Only an Expert proviene da Homeland del 2010, mentre It’s not the bullet that kills you – it’s the hole è una composizione dell’anno successivo eseguita dal vivo solo una volta prima della performance ravennate (giusto la settimana scorsa al Primavera Sound 2023).

Non sono neppure mancati un sentito omaggio a Lou Reed (The Lake, sempre contenuta in Homeland ), la cover di James Brown Get on the Good Foot e due coinvolgimenti dell’audience, la prima per sfogare un primal scream (citando il commento di Yoko Ono all’elezione di Trump nel 2016) la seconda per una improvvisata coreografia di Tai Chi, come si può vedere in un paio di foto della gallery di Zani Casadio.

Visto il tema filosofico tecnologico insito in Let X = X racconti e digressioni sull’intelligenza artificiale sono stati parte della performance, proprio come l’artista ci anticipava nell’intervista concessaci pochi giorni prima del live (“Uso l’IA per scrivere testi e musica e l’ho usata – nei modi più elementari – fin dal 1980. Ora che l’IA si è trasformata in voci, le persone la prendono sul personale e possono facilmente sentirsi minacciate o esaltate. Ma la computazione ha iniziato a cambiare la coscienza con lo sviluppo dei primi computer”).

Un concerto in pieno stile Laurie Anderson, potente ed evocativo, tra poesie apocalittiche, racconti dal retrogusto dark, catarsi e atmosferiche meditazioni che nascono o prendono spunto da episodi di vita vissuta come da conversazioni con altri artisti, vedi la sopracitata Yoko Ono, o Chris Burden, al centro del racconto di It’s not the bullet that kills you – it’s the hole.

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