Aldous Harding, Locomotiv Bologna 2026, foto di Francesca Sara Cauli
29 Giugno 2026

Aldous Harding al Locomotiv di Bologna: scariche magnetiche dentro la tempesta

Mentre ieri sera, lunedì 29 giugno, su Bologna si abbatteva una violenta tempesta di grandine e fulmini che ha paralizzato la città, all’interno del Locomotiv Club – per la seconda tappa del minitour italiano che tocca anche Milano e Roma, all’interno di Express Festival – il tempo si è letteralmente fermato. Il contrasto non poteva essere più netto: fuori il caos del fortunale, dentro il minimalismo magnetico e obliquo di Aldous Harding.

La cantautrice neozelandese ha offerto un set di rara intensità, confermando una cifra stilistica che sfugge alle canoniche definizioni folk. Accompagnata da una band geometrica ed essenziale, Harding ha abitato la scaletta con la consueta attitudine teatrale: registri vocali mutati al millisecondo, movimenti scattanti del corpo e sguardi fissi che trasformano ogni brano in una performance d’arte contemporanea.

In una scaletta equamente divisa tra le ultime uscite e i classici che l’hanno consacrata, l’atmosfera all’interno del club del DLF è rimasta sospesa, quasi religiosa, con il pubblico immobile e completamente assorbito da un’ipnosi acustica capace di azzerare i rumori della grandine sul tetto. Un concerto di contrasti assoluti, dove il silenzio ha vinto sulla tempesta.

Su SA potete consultare le recensioni dell’intera discografia di Aldous Harding, compresa quella dell’ultimo album in studio, Train On The Island, di cui si è occupato Antonio Puglia.

Foto gallery del concerto a cura di Francesca Sara Cauli.

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