Grave Wave in salsa esoterica
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Andrea Napoli
- 27 Dicembre 2010
Uno dei nomi di punta della nuovissima armata witch è un duo di Brooklyn formato dal beatmaker Bryan Kurkimilis e dall’ultima chanteuse in salsa goth Kendra Malia. Avvolti da un manto nebbioso e circondati da immancabili simboli runici, i White Ring hanno esordito lo scorso marzo con un 7 pollici condiviso con i sodali oOoOO (clickatissimo geroglifico) sulla svedese Emotion, mettendo subito in chiaro di che pasta sono fatti: la loro Roses era un perfetto esempio di “nuova onda funerea” con quattro minuti di bassi grevi, rullanti affilati come fendenti, synth apocalittici su cui si stagliava il mesto, confuso cantato di Kendra. Pochi mesi ed è tempo per un secondo singolo. Suffocation, il loro pezzo migliore, esce per la canadese Hi-Scores Recording Library e sposta ancora di più l’asse sonoro sul versante electro, con un incalzante beat e frammentate note di tastiera a far da supporto alla spiritata voce della chanteuse. Licenziato in due edizioni – una su vinile corto e una in digitale con ben cinque remix aggiuntivi, tra cui anche uno ad opera di un altro nome gettonato del lotto, Mater Suspiria Vision – apre le porte al primo tour europeo, solo in quel Regno Unito sempre così attento alle mode, e alla partecipazione alla compilation-manifesto Isvolt con quella IxC999 il cui video circola già da qualche mese in rete.
Al netto delle aperture da hip-hop inacidito, l’ambiente di riferimento del duo newyorchese è quello del witch-house alla maniera dei maestri Salem. L’anello bianco però vira più verso una disgregazione ritmica e una evanescenza che rimanda all’immaginario 4AD post-Dead Can Dance o Cocteau Twins: rimandi esoterici e ambientazioni medievali, fanno da sfondo a pezzi dilatati e più neri del solito, ma dotati di una grazia e un incanto vocale in grado di battersela, in un futuro prossimo, con la reginetta Zola Jesus e, per ora, di attirare l’attenzione dei fan della compagine esoterica tutta.
Ne è esempio il nuovo 12 pollici Black Earth That Made Me, uscito ora per la casa madre di tutte le apprendiste fattucchiere, la texana Disaro. Ovviamente il disco è sold out, complice la tiratura ridicola di sole duecento copie di questa prima edizione, ma, ne siamo certi, ne seguirà una seconda. In 25 minuti scarsi di musica l’ep raccoglie sei pezzi tra cui la sopracitata Roses e dà la prima conferma della capacità dei due: tessere incubi metropolitani in cerca di una ricollocazione nel mondo pagano e pre-moderno. E’ quanto basta.
