Musica da Bere. Intervista all’organizzatore del contest Paolo Dusi
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Edoardo Bridda
- 9 Maggio 2024
Musica da Bere è un contest musicale indipendente per artisti e band emergenti noto a livello nazionale. Ha una storia di tre lustri e ad oggi conta su centinaia di partecipanti. Le iscrizioni per questa edizione terminano il 2 giugno alla cui scadenza una giuria composta da oltre 70 membri – tra esperti, addetti ai lavori e appassionati di musica – ne selezionerà 80. Verranno dunque scelti i sei progetti finalisti che si esibiranno live durante le serate finali in programma a Brescia nel mese di ottobre.
In passato Musica da Bere ha premiato artisti che si sono poi imposti a livello nazionale come Angelina Mango, La Rappresentante di Lista, Ginevra e Iosonouncane. L’obiettivo è da sempre quello di far emergere una nuova leva di artisti e per centrarlo l’organizzazione ha messo in campo quest’anno anche un nuovo evento. Ne abbiamo parlato con Paolo Dusi, tra gli ideatori e gli organizzatori di Musica da Bere, approfittandone anche per discutere su passato, presente e futuro del contest musicale. Cosa è cambiato con l’avvento streaming? Quali differenze tra la Gen Z e quella che l’ha preceduta? Come sono cambiati gli spazi in cui è possibile emergere? In che modo un Contest riesce a farsi tramite di una carriera che passa necessariamente dall’esibizione dal vivo a cui è sempre più difficile accedere?
Ci racconti com’è nato il contest e come si è evoluto nel corso degli anni?
Musica da Bere nasce quindici anni fa dal desiderio di scoperta e dalla voglia di mettersi in gioco di un un gruppo di ragazzi con la passione per la musica e l’idea di organizzare un evento culturale di valore che portasse nuove proposte sul proprio territorio. Alla prima edizione abbiamo ricevuto 70 iscrizioni. Negli anni siamo cresciuti e, grazie anche all’aiuto ricevuto da tante realtà che hanno creduto nel progetto e che ci hanno sostenuto, siamo diventati un riferimento per tutto il territorio nazionale, con oltre 600 artisti e band iscritti all’ultima edizione e nomi come Angelina Mango, La Rappresentante di Lista, Ginevra o Iosonouncane tra i gli artisti premiati.
Assieme al concorso è cambiato anche il tipo di artisti e band che vi partecipano. Cambiano i trend, le mode. Tutto cambia, come è naturale che sia. Secondo te è cambiata anche l’attitudine in chi vuole emergere? Che differenze trovi rispetto a 15 anni fa? C’è più consapevolezza? Si sogna meno?
Negli anni sono cambiati i generi musicali e gli stili di riferimento. Quello che rimane costante è la voglia di comunicare delle nuove generazioni e in questo il linguaggio della musica è sicuramente tra quelli più forti ed espressivi. Quando abbiamo iniziato nel 2010 Spotify non era ancora stato lanciato in Italia e anche i social non erano così diffusi. Per iscriversi alla prima edizione alcuni artisti ci avevano inviato per posta il cd e il modulo compilato a mano. Da allora sono cambiate parecchie dinamiche sia per quanto riguarda le modalità di fruizione della musica da parte di noi ascoltatori che per quanto attiene ai percorsi che i giovani scelgono di intraprendere per cercare di emergere e farsi conoscere al grande pubblico.
Gli artisti che abbiamo premiato nelle ultime edizioni del concorso hanno maggiore consapevolezza delle proprie intenzioni e in generale sono molto attenti alla propria immagine, a come proporre e comunicare al meglio il proprio progetto sui social, costruendo un dialogo costante con la propria fanbase.
Come cambia l’artista tipo che partecipa a un contest così potrebbero cambiare aspettative, budget e finalità di chi sponsorizza premi come il vostro
La nostra finalità rimane sempre la stessa, quella di dare la possibilità di emergere e di crescere ai nuovi talenti. L’obiettivo è quello di rendere Musica da Bere sempre più un punto di incontro tra esperienze artistiche, personali e professionali differenti, che possano entrare in contatto e costruire collaborazioni e sinergie creative anche oltre i confini del nostro concorso.
Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare un nuovo evento gratuito dedicato all’ascolto, per dare l’opportunità ai musicisti emergenti di incontrare e dialogare faccia a faccia con professionisti del settore musicale (produttori, musicisti, promoter, giornalisti…), fare ascoltare la propria musica, raccontarsi e ricevere dei consigli utili.
La prima edizione si svolgerà il 22 giugno, durante la Festa della Musica di Brescia, grazie anche all’aiuto ricevuto da Rockit, da Doc Servizi e dal Comune di Brescia e se ci seguite sui social avrete presto tutti i dettagli.
È notizia di queste settimane che a 30 anni dal primo tour degli Oasis, solo 6 venues (su 15) sono ancora aperte. Una tendenza quella della restrizione degli spazi in cui suonare dal vivo che riguarda anche l’Italia ed è strettamente correlata al fatto che emergere oggi è più complesso anche soltanto rispetto all’era pre Spotify…
Purtroppo questa è una notizia che non ci giunge nuova e che sentiamo sempre più spesso. E questo non è un problema tanto per i big e gli artisti di fama internazionale che troveranno sempre un palco su cui esibirsi, ma per gli artisti emergenti, che devono farsi conoscere e fanno sempre più fatica a trovare spazi in cui portarsi esibire.
Anche sul nostro territorio purtroppo la situazione è simile e sono sempre meno le realtà che riescono a proporre musica live e che vogliono scommettere sulle nuove generazioni. Le realtà che resistono ricevono ogni giorno diverse richieste, ma non sempre hanno il tempo e la possibilità di verificarne la qualità.
Per questo motivo i contest sono diventati sempre più importanti per dei musicisti emergenti, perché danno spazio e attenzione alle nuove proposte e sono un’occasione fondamentale per fare esperienza, farsi conoscere e costruire nuovi contatti.
Da parte nostra abbiamo deciso di creare una Rete Live di locali e festival sparsi su tutto il territorio nazionale che condividono i nostri stessi valori, per permettere ai vincitori del contest di realizzare un tour promozionale che vada oltre i confini della provincia.
Hai qualche aneddoto delle passate stagioni che ti capita spesso di ricordare e raccontare?
Sono tanti gli aneddoti e i ricordi in quindici anni… Potrei raccontarti di quando nel 2019 i Camillas sono venuti a fare i presentatori alle finali in Latteria Molloy e, con il loro stile unico e paradossale, hanno fatto ridere a crepapelle tutto il locale che quella sera era sold out e strappato un sorriso anche ad Alberto Ferrari dei Verdena, scherzando sulle sue occhiaie.
Oppure di quando nel 2016 tra i finalisti abbiamo avuto dei giovanissimi Pinguini Tattici Nucleari ma non abbiamo neanche una loro fotografia, perché non sono riusciti ad esibirsi sul palco di Piazza Loggia, in centro a Brescia. All’ora della loro esibizione infatti si è scatenato un vero nubifragio e in piazza sono arrivati anche i Vigili del Fuoco. Per questo abbiamo dovuto fermare tutto e farli esibire da soli davanti alla giuria in una saletta, mentre noi eravamo a cercare di risolvere il problema in piazza.
Speriamo che i Pinguini Tattici Nucleari ci abbiano perdonato per questo e che non ci portino più rancore. Eravamo giovani… Abbiamo imparato tanto da quell’esperienza e da allora abbiamo scelto di fare le finali in un locale chiuso, dove è possibile fare suonare gli artisti al meglio e senza rischi, al di là delle condizioni meteorologiche.
Come vedete Musica da Bere tra 15 anni?
Oltre al contest ci piacerebbe che Musica da Bere diventi un punto di riferimento per chi vuole fare della musica la propria professione, proponendo momenti di incontro e di formazione con artisti ed esperti del settore. Se immagino Musica da Bere tra quindici anni c’è un posto, a cui sono molto legato, dove da sempre sogno di poter vedere un giorno i nostri finalisti: il palcoscenico del Vittoriale, a Gardone Riviera, dimora di Gabriele d’Annunzio. Un luogo incantevole, pieno di storia, dove visse una delle prime “Rockstar” italiane e dove sarebbe bello poter ascoltare la nostra “musica del futuro”.
Avete mai pensato a un format tipo Nuova scena su Netflix?
Quello della Nuova scena di Netflix è sicuramente un format di grande successo che ha trovato il modo per coinvolgere i più giovani. Siamo convinti però che Musica da Bere, oltre ad essere un contest, sia anche un momento di incontro e di aggregazione per scoprire nuova musica sotto palco, incontrando altre persone che hanno in comune la stessa passione e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Meno like, più live!
