Liam Gallagher, Oasis
Liam Gallagher, Oasis live a Gleneagles (1994)

A 30 anni dal primo tour degli Oasis, solo 6 venues (su 15) sono ancora aperte

La chiusura di nove locali su quindici è solo l'ultimo esempio di una tendenza difficile da arginare, tale per cui le grassroots venues stanno scomparendo a ritmo vertiginoso

Nel 1994 gli Oasis si imbarcarono in una serie di 15 date in giro per vari locali inglesi. Il mini-tour della band di Manchester seguiva la pubblicazione di Supersonic, il loro primo singolo in assoluto. In alcuni locali gli Oasis suonarono insieme a un gruppo all’epoca più conosciuto, i Whiteout. Di quei 15 spazi, solo 6 resistono ancora oggi. Uno degli ultimi a chiudere è stato il Moles in Bath, storico locale che ha chiuso i battenti dopo 45 anni. Questa la denuncia di Mark Davyd, allora gestore del Tunbridge Wells Forum, una della venues che ospitarono quel tour.

Davyd è, ad oggi, il fondatore del Music Venue Trust. Si tratta di un’associazione no profit che si propone di “proteggere, garantire e migliorare” le cosiddette Grassroots Music Venues, ovvero locali dove si propone musica dal vivo originale (e non). Spazi che hanno un ruolo cruciale nel lanciare carriere di musicisti o, semplicemente, nell’ospitare proposte musicali di rilievo e contribuire alla creazione di scene locali.

In un’intervista alla BBC, Davyd ricorda come all’epoca, fra il costo del biglietto e il bar, si poteva guadagnare qualcosa dai concerti di piccole band. Oggi, la situazione è del tutto diversa. Nelle sue parole:

Sta diventando peggio ogni anno che passa. L’ultimo chiodo sulla bara sono stati gli aumenti dei prezzi delle bollette, dei servizi e delle forniture, e soprattutto degli affitti
Mark Davyd

Per contrastare le difficoltà di chi gestisce spazi che promuovono la musica dal vivo, Davyd ha fondato nel 2013 il Music Venue Trust (MVT), che si occupa, fra le altre cose, di stilare un report annuale sullo stato di salute delle Grassroots Music Venues nel Regno Unito. Il report del 2023 parla chiaro: 125 locali, il 16% del totale, hanno cessato le attività (396 da marzo 2020), mentre solo 34 sono le nuove aperture. Queste chiusure corrispondono, secondo il report, alla perdita di circa 4.000 posti di lavoro. In parziale aumento il numero di persone che hanno frequentato una Grassroot Venue almeno una volta nel 2023: si parla di 23,6 milioni.

Oltre alle difficoltà sopra elencate, anche l’instabilità dovuta al Covid-19 e la scarsità di fondi pubblici. Oltre l’80% dei finanziamenti pubblici alla musica è infatti destinato all’operistica e al comparto della musica classica. Una proposta che viene da MVT è di tassare i grandi concerti (festival e stadi) per ridistribuire una parte dei proventi, in maniera simile a quanto avviene per le partite di Premier League. A tal proposito il MVT ha lanciato su X una campagna con l’hashtag #ItStartedHere, pubblicando il cartellone del prossimo Reading & Leeds senza gli artisti che hanno iniziato suonando in una qualche Grassroot Venue.

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