I Fire + Ice e il “The Fractured Europe Tour”. Intervista a Ian Read
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Marco De Baptistis
- 19 Giugno 2014
Il 27 luglio i Fire + Ice daranno inizio al loro The Fractured Europe Tour facendo tappa proprio in Italia, a Genova, nella Chiesa Anglicana (Anglican Church of the Holy Ghost) di Piazza Marsala. A causa della peculiarità della location i posti disponibili saranno soltanto 100. Per l’occasione, vi raccontiamo la storia del progetto neofolk di Ian Read, corredata da un’intervista inedita all’artista inglese.
Ian Read non è solo un pilastro del genere, ma soprattutto un vero Galdr che segue la via di Odino. Sin da adolescente si avvicina allo studio della mitologia norrena e delle antiche tradizioni nordeuropee. Alla fine degli anni Ottanta Read inizia a collaborare con band come Current 93 (in Swastikas for Noddy) e nei primissimi dischi dei Sol Invictus (Against The Modern World, In The Jaws Of The Serpent, Lex Talionis, etc), partecipando anche alla scrittura dei testi. Dopo un periodo di studio trascorso in Germania, Ian Read torna in Inghilterra, dove darà vita a un suo progetto musicale sotto il nome di Fire + Ice. Nel 1992 darà alle stampe Gilded by the Sun: il disco è formato da immancabili canzoni apocalittiche e senza tempo, memori della lezione dei Death In June. Il disco contiene brani come Long Lankin e Blood of the Snow, quest’ultima una delle più famose canzoni di Read, nonché classico immortale del genere.
Tra i suoi dischi più importanti, dopo le ballate dark folk di album come Midwinter Fires e Hollow Ways, è d’obbligo segnalare Rûna, recentemente ristampato in vinile da Autre Que per la gioia degli appassionati. Tra evocative tastiere e cupe percussioni marziali, il disco costituisce un viaggio in una sorta di etereo e minimale folk-post industriale. L’opera è consacrata alla mitologia norrena e alla mistica delle rune di cui Read è un profondo conoscitore, essendo anche Maestro della Gilda della Runa. Weirdstaves: Fyrstr Aettir / Annar Aettir / Þriði Aettir è una lunga composizione di quindici minuti, divisa in tre parti e presente in Rûna, e può essere considerata l’emblema essenziale della ricerca spirituale e musicale di Read.
Dopo Birdking, disco realizzato nel 2000 con la partecipazione di Michael Moynihan e Annabel Lee ed un bellissimo split 7″ con i Death In June, nel 2012 Ian Read torna finalmente con un nuovo disco, ovvero Fractured Man. Anche qui siamo in presenza di un dark-folk con una personale vena cantautorale. E’ un lavoro che riassume ed affina il percorso artistico del musicista inglese. Read non mancherà di collaborare anche questa volta con Douglas Pearce nel brano di esordio (Fractured Man) e nel brano finale del disco (Fractured Again), a suggello dell’amicizia fraterna tra i due.
Essenziale l’apporto di Michael Moynihan alle percussioni e Annabel Lee al violino che, assieme a Robert Ferbrache, accompagneranno Ian Read anche nel tour europeo: una scelta quasi d’obbligo dopo l’ottima performance al Stella Natura Festival in California del 22 settembre 2013.
Il progetto Knotwork (Michael Moynihan, Annabel Lee e, per l’occasione, Robert Ferbrache) formato dai musicisti che suoneranno assieme a Ian Read durante il tour europeo, aprirà i concerti di Fire + Ice con ballate tratte dalla tradizione folk britannica e irlandese. Tutti e tre i musicisti provengono dal famoso progetto martial neofolk Blood Axis che, oltre a pietre miliari del genere come The Gospel Of Inhumanity, hanno realizzato anche uno storico ed imprescindibile disco live Blót: Sacrifice In Sweden realizzato il 15 novembre del 1997 a Skylten, Linköping, durante il decimo anniversario della label svedese di musica industrial, Cold Meat Industry.
La data genovese sarà aperta dal gruppo ligure Tears Of Othila, alfieri di un folk che si pone nel segno della tradizione, disegnando un paesaggio melanconico intriso di rune, boschi incantati ed elementi provenienti dalla tradizione pagana, celtica e mediterranea. Qui di seguito, pubblichiamo nove domande (il numero non è casuale per chi ha familiarità con la mitologia nordica) a Ian Read:
Quando hai iniziato a sviluppare il tuo interesse per le rune, il paganesimo e la mitologia norrena?
Sono cresciuto in un mondo che aveva più anima, con meno distrazioni e vanità. Ho iniziato ad interessarmi a queste cose quando ero ancora molto giovane. Il mio interesse ed il mio coinvolgimento è diventato molto più serio una volta compiuto il mio giuramento a colui che con un occhio cieco vede tutto [Odino, ndSA].
Oggi, molti giovani sono affascinati dal paganesimo e dalla ricerca delle proprie radici: cosa ne pensi?
Credo che solo una minoranza d’individui abbia ancora una scintilla che può portarli a cercare qualcosa di più. I più saggi tra loro, in verità, sono alla ricerca di qualcosa che gravita attorno a ciò che già sono. Ciò deve essere, per molti versi, appagante.
Che cosa significa il nome Fire + Ice?
Una possibile risposta potrebbe essere che il nome rappresenta due estremi tra i quali muoversi alla ricerca del necessario equilibrio.
Rûna è il tuo capolavoro ed è stato ristampato di recente. Perché quest’album è così importante per te?
Perché una cintura nera è importante per un artista marziale o il conseguimento di un dottorato di ricerca è fondamentale per uno studioso?
Come hai conosciuto Douglas Pearce, Tony Wakeford e David Tibet? Oggi, quali sono i tuoi rapporti con loro?
Douglas e Tibet li ho incontrati ad una festa a casa di Freya Aswynn, nel nord di Londra. Tony l’ho incontrato un po’ più tardi, tramite loro. Douglas ed io siamo ancora molto amici e mi sono esibito spesso in concerto con i DiJ nel corso degli anni.
Raccontaci qualcosa della tua collaborazione con Michael Moynihan, Annabel Lee e Robert Ferbrache. Sei un estimatore dei lavori dei Blood Axis?
Sono tre amici, mi piace molto la loro compagnia e stimo tutti i loro lavori. Questa line-up per il nostro tour è una rara opportunità, per noi come band e anche, ovviamente, per il nostro pubblico. Teoricamente, si potrebbe lavorare con qualsiasi gruppo di musicisti competenti ma lavorare con persone degne e fidate, con cui si sta bene assieme, è un po’ la ciliegina sulla torta.
Che cosa pensi dell’attuale scena musicale neofolk?
Non è un segreto che io abbia poco interesse per la maggior parte delle band “neofolk”, perché ritengo che la loro musica sia meno interessante rispetto a quella dei veri gruppi folk; inoltre, le credenze rivendicate nei loro lavori, molto spesso, sono solo affettazioni. Credo che oggi il termine neofolk abbracci così tanti stili diversi che la parola abbia perso un po’ del suo significato originario.
Qual è il tema principale del tuo ultimo album? Chi è oggi un fractured man e come riconoscerlo?
Tutti i miei album contengono elementi della mia comprensione di qualcosa che non può essere spiegato. La canzone Fractured Man, in questo senso, vale sempre la pena di essere riascoltata.
Che tipo di futuro immagini per l’Europa e per i suoi popoli? Hai chiamato il tuo tour “The Fractured Europe Tour”: puoi dirci quali fratture affliggono l’Europa e il resto dell’Occidente?
A meno che, dopo una fase d’incertezza ed oscurità, più anime degne non abbraccino la ricerca di qualcos’altro, penso proprio che il futuro sarà davvero triste. Trovare e aiutare queste persone fa parte della Grande Opera ed è il lavoro della mia vita.

