Album
Dropout Boogie
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sentireascoltare
- 10 Marzo 2022
In uscita il 13 maggio 2022 – un giorno prima del 12esimo anniversario del debut The Big Come Up – Dropout Boogie è l’undicesimo album dei Black Keys. Dan Auerbach e Patrick Carney non mancano da molto dalle scene: Delta Kream, cover album in omaggio ai musicisti del Mississippi Hill Country Blues, è dello scorso anno.
Questo è sempre stato il bello di quello che facciamo io e Pat. È immediato. Non abbiamo mai dovuto lavorarci davvero. Ogni volta che ci riunivamo, facevamo solo musica, sai? Non sapevamo cosa avremmo fatto, ma lo facevamo e basta e suonava bene. È la chimica naturale che abbiamo io e Pat. L’essere in una band così a lungo è una testimonianza di questo. È stato un vero dono che ci è stato dato. Voglio dire, le probabilità di trovarsi ad un isolato e mezzo l’uno dall’altro ad Akron, Ohio – è semplicemente pazzesco.
Dan Auerbach
Dopo aver messo a punto le idee iniziali come duo nello studio Easy Eye Sound di Auerbach a Nashville, Auerbach e Carney hanno invitato alle session altri collaboratori come Billy F. Gibbons, Greg Cartwright e Angelo Petraglia. Anche se i Black Keys avevano già scritto dei brani con il produttore/collaboratore Danger Mouse, questa è la prima volta che hanno invitato diversi nuovi collaboratori a lavorare contemporaneamente su uno dei loro album.
Vivere a Nashville e fare album qui ha aperto entrambe le nostre menti a quell’esperienza in più. Sapevo che Pat avrebbe amato lavorare con entrambi questi ragazzi, così abbiamo deciso di fare un tentativo. Era la prima volta che lo facevamo davvero. È stato molto divertente. Ci siamo semplicemente seduti intorno ad un tavolo con delle chitarre acustiche e abbiamo lavorato ad un brano in anticipo.
Dan Auerbach
I Black Keys avevano già suonato con il leggendario chitarrista degli ZZ Top Billy F. Gibbons più di dieci anni fa a Los Angeles, mentre gli ZZ Top stavano lavorando a un album con il produttore Rick Rubin. «Non abbiamo mai veramente scritto una canzone, avevamo solo delle idee che abbiamo messo giù», ha detto Carney. «Volevamo solo passare del tempo con lui. Siamo rimasti in contatto e Dan l’ha invitato in studio quando abbiamo iniziato a lavorare all’album».
Ad anticiparlo, Wild Child, in cui si possono sentire sia Cartwright che Petraglia, un classico numero à la Black Keys sul lato garage-soul-rock della produzione dei Nostri, tra stomp blues, un ritmo cadenzato a suggerire una felpata enfasi e una sfrontatezza, perché no, tutta glam. Segue un altro numero d’“altri tempi”, più groovey nell’andamento generale, innervato di r’n’b e con il volume alzato all’altezza del ritornello dove troviamo spezie soul e una chitarrina shuffle a lavorare ai fianchi.
Oltre alla recensione del sopracitato Delta Kream, di Tony Donghia, su SA trovate anche quella scritta da Zampighi per Let’s Rock, precedente – e nono – lavoro del duo pubblicato nel 2019.
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