Sting sta facendo parlare di sé da più fronti. Ha completato le registrazioni di un nuovo album, commentato su chi rifiuta di vaccinarsi e, non ultimo, si è scusato con il figlio dell’ex proprietario di quella che è dal 1997 la sua residenza italiana, e questo in seguito alla polemica da lui stesso scatenata sulle colonne del Corriere della Sera.
Il nuovo lavoro s’intitola The Bridge ed e è il successore di 57th & 9th (senza contare la raccolta My Songs, il lavoro collaborativo con Shaggy e Duets). Uscirà il 19 novembre anticipato dal lead single If It’s Love, che verrà condiviso per lo streaming a partire dalla settimana prossima. Si tratta di un lavoro registrato durante il lockdown in diverse location attorno al mondo («Dovunque vi fosse uno studio ero lì a lavorare dalla mattina alla sera»), e per le cui registrazioni s’è avvalso di Zoom e di tutti i moderni mezzi per comporre e comunicare da remoto. Inoltre, il suo tema portante ha finito con l’essere il «costruire ponti in un periodo caratterizzato da separazioni e confinamento», ammette l’ex Police, che tuttavia ha iniziato le lavorazioni concedendosi piena libertà creativa e focus sulle singole canzoni.
Sempre sulle colonne del LA Times, Sting si è inoltre mostrato rispettoso nei confronti dei colleghi no vax, in primis Van Morrison e Eric Clapton («ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni»), affermando comunque il suo strenuo supporto ai vaccini e alle evidenze scientifiche che ne sottendono l’efficacia. «Sono abbastanza vecchio da ricordarmi della poliomielite», ha affermato, «ricordo ancora i bambini che abitavano nella mia stessa via rimasti paralizzati da questa terribile malattia debellata in poco tempo proprio grazie ai vaccini». Per il musicista vaccinazioni e live sono in stretta relazione: finché non vi sarà una forte immunizzazione nei confronti del Coronavirus il mondo dei concerti e dei festival rimarrà di fatto in una sorta di limbo con molti tour, comprese le date del suo, a venir posposte al 2022 (a eccezione della data di Taormina).
Dal Corriere riportiamo invece la lettera di scuse dell’autore di Fields Of Gold per le affermazioni precedentemente fatte sullo stesso quotidiano sulla tenuta di sua proprietà tra le colline di Figline Valdarno, venduta, assieme ai vigneti circostanti, a suo dire con un raggiro architettato dal duca Simone Vincenzo Velluti Zati di San Clemente, che spacciò dell’ottimo Barolo per vino ottenuto dall’uva locale.
Gentilissimo Simone Francesco Velluti Zati di San Clemente, Lei ha ragione e Le devo quindi le mie più profonde scuse. L’aneddoto, come riferito, era irrispettoso alla memoria del Suo illustre padre e, per questo, porgo le mie più sincere e inequivocabili scuse. Suo padre era un uomo onesto, che non mi ha mai ingannato. L’intenzione dell’aneddoto era fornire un commento ironico sulle mie ingenue ipotesi, sulla mia inesperienza e sul fatto imbarazzante che 25 anni fa non riuscivo a distinguere un Barolo da una saponetta. Dovrei essere ormai consapevole che l’ironia viene più difficilmente percepita nei testi scritti, tuttavia riconosco e accetto che ciò ha causato grande stress a Lei e alla Sua famiglia e per questo sono sinceramente dispiaciuto. Può essere certo che non accadrà di nuovo. Cordialmente
Sting