Album
Moves In The Field
-
Edoardo Bridda
- 21 Febbraio 2024
Intervistata in occasione dell’ultimo Node Festiva, Kelly Moran aveva messo in chiaro che il piano preparato non era più al centro dei suoi interessi. Al suo posto, una nuova passione, quella per il Disklavier. È immaginando duetti con questo piano meccanico (ricordate la sigla di Westworld?) che la musicista ha composto i brani di Moves In The Field, l’album in uscita su Warp che segue ad alcuni anni di distanza Ultraviolet.
Stavo per scrivere un altro lavoro per piano preparato quando è arrivata la pandemia nel 2020. Trovandomi chiusa in casa per settimane ho sentito il bisogno di esplorare modi e modalità completamente differenti – ma sempre al piano – per riattivare l’ispirazione. In quel periodo Yamaha mi ha prestato un disklavier, strumento che da allora è diventata la mia ossessione. Se c’è uno strumento che è al centro dei miei pensieri oggi è quello. Con il disklavier ho pubblicato di recente un EP e sempre in quello stile uscirà un album il prossimo anno. Sì il piano per me è sempre un mondo dalle infinite possibilità, riesco sempre a trovare nuovi modi di approcciarmici e così trovare nuova ispirazione
Kelly Moran, intervistata da SA
Già l’EP Vesela era stato pensato e composto con lo strumento, lo stesso utilizzato nella cover di Avril 14th di Aphex Twin, in cui ascoltavamo un’esecuzione mista, o meglio stratificata, tra riproduzione meccanica e (da lei) suonata. Metodologia impiegata anche nell’ariosa ed elegante Butterfly Phase, la breve partitura scelta per introdurre le sonorità del disco.
In passato Moran si era fatta conoscere per Ultraviolet, un’opera coesa, pittorica e ambientale che poneva al centro un piano preparato alla maniera di John Cage, strumento che si presentava mimetico e camaleontico, pronto ad assumere altre forme (marimba, arpa, vibrafono). Differentemente da quella proposta oggi, sul crinale tra umano e inumano, la musica di quel disco era soggetta a sottili trattamenti elettronici e spaziava dalle stanze sonore del thinker Brian Eno alla musica ritualistica giapponese di Midori Takada. In comune con quella, un tratto minimalista figlio della tradizione e del metodo di Steve Reich.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Butterfly Phas
- 2 Superhuman
- 3 Don’t Trust Mirrors
- 4 Dancer Polynomials
- 5 Sodalis (II)
- 6 Leitmotif
- 7 It’s Okay to Disappear
- 8 Hypno
- 9 Moves in the Field
- 10 Solar Flare
