Album

Ecce Homo

25 Ottobre 2024 cantautori rock wave 80s

Gavin Friday torna a collaborare con Dave Ball, il co-fondatore dei Soft Cell che aveva prodotto i Virgin Prunes 40 anni fa. Il disco, Ecce Homo, in uscita il 25 ottobre via BMG, segna la fine di un lungo silenzio, anche se il frontman è stato comunque attivo nel campo delle colonne sonore, del teatro e della recitazione. L’ultimo lavoro in questo ambito è stato per Pierino e il lupo, un cartoon con illustrazioni di Bono, per cui, oltre alla musica, Friday ha co-firmato un brano con il frontman degli U2.

Il successore del non proprio riuscito Catholic del 2011 si presenta in vesti ballabili e pop fin dalla scelta della title-track. La base, una pulsante Hi-NRG gotica e compatibile con l’EBM, rientra nell’ampio ripescaggio di sonorità inconfondibilmente anni ’80 a cui abbiamo assistito negli ultimi (20?) anni. Friday, al solito, ci canta sopra come un consumato crooner baciato dai Roxy Music con il ritornello ad alzarne di un paio di tacche la spendibilità pop.

Il secondo assaggio, intitolato Station Of The Cross, è invece più malinconico, spingendosi maggiormente in territori gotici, tra ritmi industriali, corni pensierosi e sintetizzatori palpitanti. Forte si avverte l’impronta del succitato Ball, già dietro alla consolle per il secondo e ultimo album dei Virgin Prunes, The Moon Looked Down and Laughed, del 1986. Station Of The Cross è  una canzone d’amore tormentata e incentrata su una relazione intrappolata in un circolo vizioso. Il pezzo è dedicato alla compianta amica Sinead O’Connor.

I dettagli di entrambi i singoli erano stati anticipati dal poliedrico ed eccentrico artista dublinese nei mesi precedenti la pubblicazione con misteriosi post scritti in Ogham, un’antica lingua runica utilizzata in Irlanda e in alcune parti del Regno Unito tra il V e il IX secolo, insieme a un’immagine di una corona di spine.

In Ecce Homo, di Friday ascolteremo “monumenti alle sue emozioni”, ovvero canzoni che parlano di libertà, rabbia e indipendenza, di liberazione dagli stereotipi su ciò che dovremmo essere, riconoscendo al contempo che le nostre battaglie più dure sono spesso collettive. Queste canzoni sono nate e si sono sviluppate in un arco temporale piuttosto lungo. Tutto è iniziato più di 10 anni fa, con un’email a sorpresa di Ball che invitava Friday a partecipare a una cover di Ghost Rider dei Suicide per il 70º compleanno di Alan Vega. Da lì sono seguiti ulteriori scambi di idee riguardanti canzoni da scrivere e produrre insieme, brani che si sono concretizzati in una serie di sessioni in studio, coinvolgendo anche il produttore Michael Heffernan.

Alla base dell’opera del frontman dei Virgin Prunes, allora come oggi, c’è il valore salvifico della musica, vissuta come rivelazione e conforto. Questo aspetto si riflette nel disco, che si sposa con le atmosfere e l’esperienza accumulata in questi anni nell’ambito delle colonne sonore e dei lavori per il teatro.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Lovesubzero
  • 2 Ecce Homo
  • 3 The Church Of Love
  • 4 Stations Of The Cross
  • 5 Lady Esquire
  • 6 When The World Was Young
  • 7 The Best Boys In Dublin
  • 8 Lamento
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