Album
Noble and Godlike in Ruin
-
Edoardo Bridda
- 26 Aprile 2025
Lo affermavamo per il precedente, Miracle-Level, e non importa se da quel disco, e quelli che l’hanno preceduto, siano passati due anni o ventotto (il debutto The Man, the King, the Girl è del 1997), il sound dei Deerhoof resta un serbatoio infinito di idee che nascono dal caos, da un’anarchia di melodie cartoon, tempi dispari, groove spezzati, dissonanze e rumorismo, origami chitarristici e così via. Il più morbido e accessibile Actually, You Can del 2021 aveva segnato una rinascita per la band, Miracle-Level, asciutto e diretto, aveva catturato l’immediatezza tagliente delle performance dal vivo, mentre quest’ultimo, Noble and Godlike in Ruin, ne presenta il volto più cervellotico e laboratoriale, un ritorno a un mondo onirico e surreale dove avant e prog diventano sinonimi di una bellezza dissonante e contorta. Non ha neppure troppo senso disquisire sui singoli brani, questi sono 33 minuti da gustare dall’inizio alla fine come un sogno spiazzante e, appunto per questo, necessario.
Tocca ripeterci, è un piacere ascoltare una band con 31 anni alle spalle muoversi con tale noncuranza, libera com’è nell’inseguire la propria musa del caos, in questo escapismo surrealista ma consapevole: dare voce agli “aliens”, agli oppressi (Overrated Species Anyhow) e ai migranti (Immigrant Songs) è una missione di lungo corso della band, tanto quanto la loro ricerca di bellezza nella marginalità, nella diversità e in ciò che siamo soliti considerare aberrazione e mostruosità. Tema a cui s’aggiunge ora il cambiamento climatico, come dimostra la collaborazione con Saul Williams in Under Rats.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Overrated Species Anyhow
- 2 Sparrow Sparrow
- 3 Kingtoe
- 4 Return of the Return of the Fire Trick Star
- 5 A Body of Mirrors
- 6 A Body of Mirrors
- 7 Disobedience
- 8 Who Do You Root For?
- 9 Under Rats (feat. Saul Williams)
- 10 Immigrant Songs
