Album
Club Dogo
-
Fabrizio Testa
- 4 Gennaio 2024
L’annunciata reunion dei Club Dogo sta per diventare realtà. Il 15 gennaio esce il settimo album in studio del trio milanese, dal titolo omonimo, a dieci anni di distanza da Non siamo più quelli di Mi Fist; un lavoro che, oltre a mettere temporaneamente la parola fine al percorso del gruppo, ha anche chiuso un lungo capitolo del rap italiano, lasciando spazio da lì a poco alla trap.
Undici le tracce del progetto discografico (al momento non è stato reso noto alcun feat, ma potrebbe essere solo questione di tempo) che andranno a rintuzzare la scaletta nella tranche di concerti-evento (sold out) in programma al Mediolanum Forum di Assago a marzo (precisamente il 10, l’11, 14,15,17,18, 25, 26) ed aprile (14 aprile, ticket ancora disponibili).
Lo scorso dicembre il gruppo formato da Don Joe, Gué e Jake La Furia ha pubblicato sui social uno short video che vede i tre artisti impegnati nella registrazione del disco. Dalle dichiarazioni del producer sembra che il modus operandi non sia cambiato: esattamente come accadeva in passato i rapper hanno scritto parte dei brani insieme, condividendo idee e opinioni in studio.
Cosa aspettarsi? Da un lato non è difficile ipotizzare la più classica delle operazioni nostalgia (sperando che non sia come il pezzo sanremese presentato lo scorso anno dagli Articolo 31), intenta a seguire anche quel ritorno alle origini che ha già investito esponenti molto più giovani come Sfera Ebbasta (X2VR) e Ghali (Pizza Kebab Vol.1).
Dall’altro sarà curioso capire se l’album conterrà all’interno anche le influenze raccolte dai tre artisti nelle rispettive esperienze individuali. Guè, il più prolifico, vanta sette album (tra cui Santeria, joint album con Marracash) in dieci anni. Jake ha pubblicato invece solo tre capitoli (uno di questi rappresentato da 17, progetto collaborativo con Emis Killa), stesso numero raggiunto anche da Don Joe.
E chissà se in mezzo allo scontato fan service ci sarà anche lo spazio per descrivere una Milano (sempre presente nelle liriche del trio fin dagli esordi) giocoforza diversa rispetto a dieci anni fa, ancora di più al centro del Paese sia sul lato economico che sociale (con tutte le criticità del caso). La cover del disco, un panetto di cocaina raffigurante il logo del gruppo, lascia presupporre un imprinting più vicino ai tempi d’oro, vedremo poi se ci sarà effettivamente un collegamento con l’Italia del 2024 o se sarà solo deja vu.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 C'era una volta in Italia
- 2 Mafia del Boom Bap
- 3 Nato per questo
- 4 Malafede
- 5 King of the jungle
- 6 Milly
- 7 In sbatti
- 8 Soli a Milano
- 9 Tu non sei lei
- 10 Frate
- 11 Indelebili
