Album
CRASH
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sentireascoltare
- 18 Marzo 2022
A distanza di due anni da How I’m Feeling Now, che è stato il suo disco della quarantena, Charli XCX torna alla luce e al pop che l’hanno resa popstar planetaria in CRASH. Nessun riferimento a Ballard e all’omonimo film di Cronenberg, piuttosto, come dice lei, un suggerimento sul fatto che temi e arrangiamenti del disco sono callbacks, ovvero rimandi-citazioni alla sua passata produzione. Dunque CRASH riprende la strofa «I crashed my car into a bridge» (da I Love It), oppure, onomatopeicamente, l’EP e omonimo brano vroom vroom, e così via.
Parafrasando Zevolli nella recensione del sopracitato How I’m Feeling Now, se la carriera della cantante britannica è sembrata fin qui «celebrare e al contempo riscrivere il ruolo della pop star negli anni Dieci», qui le cose sono un po’ guardate dallo specchietto retrovisore. Un modo per tirare il fiato, riconnettersi con il mondo e ripartire. È il caso della title track, che con la produzione di George Daniel e A.G. Cook fa un tuffo negli 80s princeiani con un tocco di PC Music e The 1975 (di cui Daniel è membro). Ma anche del singolo all star New Shapes con i feat. di Caroline Polachek e Christine and the Queens, dove i rimandi sono all’r’n’b e ai girl group del decennio successivo. Good Ones, con Oscar Holter alla produzione, gioca tra una radiofonica electro e un tiro à la Weeknd ultima maniera (e non a caso), dunque i fili con i party britannici sono riallacciati in Beg For You con ospite Rina Swayama, tra ricordi di 2 step e primi 00s. Move Me è il classico pezzo urban che in un lavoro così non poteva mancare, mentre Oneohtrix Point Never e A. G. Cook svoltano badalamentiani nella ballad tastieristica di turno Every Rule.
Un disco giocato sui punti di forza della cantante, che all’anagrafe fa Charlotte Emma Aitchison e che da qualche anno vive sui colli di Los Angeles come una vera diva del pop, alla faccia del lockdown.
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