Album
Keeping Secrets Will Destroy You
-
Edoardo Bridda
- 23 Maggio 2023
Dopo le collaborazioni con Bill Callahan e Matt Sweeney pubblicate in tempo di pandemia, Bonnie “Prince” Billy torna a farsi vivo con un vero e proprio album solista. Il disco esce per Dominio l’11 agosto e s’intitola Keeping Secrets Will Destroy You. L’etichetta è la stessa del precedente album d’inediti I Made A Place, un disco importante perché rompeva un silenzio di sette anni. Nel 2019, infatti, a tanto corrispondeva il periodo che lo separava dall’ultima prova lunga, Wolfroy Goes To Town.
Certo, l’artista del Kentucky che al secolo fa Will Oldham non era stato con le mani in mano: aveva inciso un bel po’ di cover, collaborato con altri musicisti ancora, reinterpretato se stesso in Singer’s Grave a Sea of Tongue.
Se è stato il cosa a cambiare in questi anni, di certo non lo è stato il come e il perché. Parliamo di una persona che ha dedicato alla musica la propria vita, che ha iniziato a farne in un periodo precedente lo streaming e Napster e che continua a volerne comporre per l’ascolto intimo di meravigliosi sconosciuti che condividono con lui qualcosa, vuoi spiritualmente vuoi musicalmente.
Le parole sono le sue e alla regola non sfugge Keeping Secrets Will Destroy You, l’album firmato Bonnie “Prince” Billy che segue a 24 anni di distanza il debut sotto questa ragione sociale I See a Darkness, un disco registrato sempre a Louisville ma accanto al produttore Nick Roeder (al posto di Mark Nevers), sempre con una strumentazione tradizionale ma col supporto di un gruppo di musicisti completamente differente.
Troviamo Sara Louise Callaway al violino, Kendall Carter alle tastiere, Elisabeth Fuchsia alla viola e al violino, Dave Howard al mandolino, Drew Miller al sassofono e la voce di Dane Waters, un misto di musicisti e insegnati di musica locali, come a sottolineare il carattere comunitario di un disco in cui si respira la tradizione folk americana ma anche le sue aperture al mondo (la press parla di acid folk giapponese, staremo a sentire).
A confermarne mood e intenzioni, il carattere confidenziale e intimista di un disco introdotto egregiamente da Bananas, una ballata essenziale per chitarra e voci nello stile del suo disco più noto e apprezzato, Master and Everyone. Ascoltiamo Oldham cantare in un registro quasi drakeiano di amore e incanto con i cori di Dane Waters a disegnare nuvole di calorosa dolcezza. Un idillio, la sonorizzazione di una favola, un pezzo da comune hippy, tutto questo, ma con un soffio d’ironia e malizia affacciati al presente (“And shit upon the riches other folks have on display”).
Tracklist
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Discografia
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- 1 Like It Or Not
- 2 Behold! Be Held!
- 3 Bananas
- 4 Blood Of The Wine
- 5 Sing Them Down Together
- 6 Kentucky Is Water
- 7 Willow, Pine and Oak
- 8 Trees Of Hell
- 9 Rise And Rule (She Was Born In Honolulu)
- 10 Queens Of Sorrow
- 11 Crazy Blue Bells
- 12 Good Morning, Popocatépetl
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