Album
Renaissance
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Edoardo Bridda
- 29 Luglio 2022
Renaissance, settimo album in studio di Beyoncé, è uno dei più attesi dell’anno. Il disco rappresenta il successore di Lemonade e segna il ritorno di una delle più importanti e influenti pop star al mondo. Un’attesa ancor più carica di aspettative, dopo che il sopracitato lavoro pubblicato sei anni fa – e il suo omonimo predecessore – avevano segnato un solco profondo nell’immaginario collettivo musicale e non.
La prova, pubblicata il 29 luglio, è anche quella che segna un “ritorno alla normalità” per la Regina del Pop che, ultimamente, si è dedicata a progetti paralleli e celebrativi tipo un live album e una colonna sonora ricca di afrobeat. Niente documentari su HBO, niente disco a sorpresa, ovvero nessuna “rivoluzionaria” campagna marketing come era accaduto per Beyoncé e il sopracitato Lemonade.
Renaissance è stato anticipato da un lead single dal tiro (dance) con i suoi dettagli a venir svelati via via, a cadenza regolare, data d’uscita e intervista esclusiva concessa alla patinata rivista di turno inclusa, con momento clou a coincidere con la release digitale sulle piattaforme di streaming, senza preclusioni di sorta, perché anche quelle battaglie per la serie Tidal-non Tidal sono finite.
Niente mosse alla Kanye dunque, anche se pure da queste parti, in cui nulla finora era sfuggito al controllo, è scoppiato un piccolo pasticcio con annesso caso mediatico: il disco è apparso due giorni prima in alcuni negozi di dischi con fan a fare foto e condividerle sui social e l’inevitabile teatrino mediatico a scatenarsi attorno. Giusto ascoltare il disco acquistato in anteprima e infrangere così il patto digitale che Queen Bey e il suo team tanto hanno voluto per quel giorno e per quella data ora?
La creazione di questo album mi ha permesso di trovare un posto dove sognare e trovare una via di fuga in un periodo preoccupante per il mondo. Mi ha permesso di sentirmi libera e avventurosa in un momento in cui poco altro si muoveva. La mia intenzione era quella di creare un luogo sicuro, un luogo senza giudizi. Un posto dove essere liberi dal perfezionismo e dal pensiero eccessivo. Un posto dove urlare, liberarsi, sentire la libertà. È stato un bellissimo viaggio d’esplorazione. Spero che voi possiate trovare gioia in questa mia musica. Spero che vi ispiri a muovervi, a sentirvi unici, forti e sexy come siete.
Beyoncé
Se la cover di Renaissance la ritrae sensuale e determinata mentre è a cavallo di un fiabesco cavallo d’argento, il lead single Break My Soul traduce fierezza e autorevolezza in una memorabilia dance curata dai sodali Tricky Stewart e The Dream, noti produttori che spesso lavorano in team con ottimi risultati in termini di successi planetari.
Il singolo casca a stretto giro dall’uscita dell’ultima prova (questa sì, uscita a sorpresa) di Drake. In comune tra i due c’è l’house. Viene da Chicago il motore ritmico e il groove di un pezzo che nel giro di basso – Korg M1 – cita una nota hit dei 90s, lo straclassico Show Me Love di Robin S. Ma non è il solo omaggio preso in considerazione in questo che già si preannuncia come un viaggio nella cultura dance lungo quattro decades, ovvero i nostri decenni.
Break My Soul campiona anche un altro piccolo classico, questa volta di area cosiddetta “bounce”, ed è Explode di Big Freedia, brano del 2014 appartenente a un genere le cui origini risalgono sempre all’ultimo decennio del secolo scorso. Beyoncé e Freedia avevano collaborato ai tempi di Formation, fortunato singolo del 2016 nonché brano più politico nel repertorio della popstar. Il resto del disco prende in considerazione altri case study nell’intorno dance culture, con omaggi e giusti riconoscimenti alla comunità LGBT e una Bey anche rapper che, dicono i tipi di Pitchfork, «is here to stay». In Cuff It e Summer Renaissance la base è disco, con rispettivamente gli Chic di Nile Rodgers e un campione di I Feel Love di Donna Summer e relative percussioni di Sheila E. e Mike Dean, mentre Plastic Off The Sofa e Virgo’s Groove sono chiaramente pezzi funk così come di pasta techno è fatto Thique e in gommapiuma ballroom sono avvolte Alien Superstar e Pure/Honey.
Ritornando al passato recente di Beyoncé, va citato almeno l’album del 2018 – Everything Is Love – a firma The Carters e Black Is King, sempre in formato visual album, del 2020. Su SA potete inoltre recuperare la recensione del sopraccitato Lemonade, firmata da Nino Ciglio.
Tracklist
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Discografia
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- 1 I'm That Girl
- 2 Cozy
- 3 Alien Superstar
- 4 Cuff It
- 5 Energy
- 6 Break My Soul
- 7 Church Girl
- 8 Plastic Off The Sofa
- 9 Virgo's Groove
- 10 Move
- 11 Hated
- 12 Thique
- 13 All Up In Your Mind
- 14 America Has A Problem
- 15 Pure/Honey
- 16 Summer Renaissance
