Vi avevamo parlato di Homecoming: A Film By Beyoncé, il film documentario targato Netflix e uscito mercoledì 17 aprile riguardante la performance dell’ex Destiny’s Child all’edizione 2018 del Coachella Festival. Ebbene, in aggiunta al video, l’artista ha pubblicato a sorpresa anche un live album dal titolo HOMECOMING: THE LIVE ALBUM con oggetto la stessa esibizione e che potete ascoltare dai widget alla fine del presente articolo.
Il disco, oltre al full set della serata risalente a un anno fa, contiene anche una versione del brano di James Weldon Johnson Lift Every Voice and Sing cantata dalla figlia di Beyoncè, Blue Ivy, e – come bonus track – la cover in versione studio a firma della stessa Beyoncè di Before I Let Go, canzone dei Maze featuring Frankie Beverly pubblicata originariamente nel 1981. Il pezzo è presente anche sui titoli di coda del film ed è un classico del R&B.

Tornando al film, appunto, Homecoming: A Film by Beyoncé «vuole rappresentare – spiega la nota stampa di accompagnamento – anche un omaggio ai college e alle università americane storicamente black (HBCU). Partendo dal concetto creativo all’origine dello show, talmente grande da generare un movimento culturale, Homecoming rivela il percorso emotivo dietro a questa incredibile performance tramite immagini straordinarie e interviste di approfondimento».
«Come prima donna di colore ad aprire il Coachella Festival – prosegue il comunicato – in Homecoming Beyoncé omaggia i rappresentanti visionari della cultura afroamericana che sono stati per lei fonte d’ispirazione, tra cui gli alunni HBCU Toni Morrison e Alice Walker, l’attivista Marian Wright Edelman e i ricercatori W.E.B. Du Bois, oltre a luminari della cultura come Nina Simone, Maya Angelou, Chimamanda Ngozi Adichie e Audre Lorde. Alla base del desiderio di Beyoncé di celebrare l’importanza delle HBCU anche suo padre Mathew Knowles, alunno della Fisk University. Girato nel corso di otto mesi, il film segue la superstar mondiale nel momento in cui torna sul palco dopo la nascita dei suoi gemelli, prestando particolare attenzione alla sua preparazione personale. La rivoluzionaria performance ha richiesto quattro mesi di prove musicali, seguite da quattro mesi di prove di danza, che hanno coinvolto oltre 150 musicisti, ballerini e personalità creative – tutti scelti in prima persona dall’artista stessa».
Artista che riguardo al film ha affermato: «È stato uno dei lavori più difficili che abbia portato a termine ma sapevo che dovevo spingere me stessa e il mio team oltre i limiti, l’obiettivo era il passaggio da fantastico a… leggendario. Sapevamo che niente del genere era mai stato realizzato in un festival musicale, la performance doveva essere iconica, oltre ogni possibile paragone. Lo show era un omaggio ad un’importante parte della cultura afroamericana. Doveva essere fedele per chi già conosceva la sua storia, ma al tempo stesso divertente e illuminante per le persone che invece avevano ancora bisogno di imparare. Durante la realizzazione del film, raccontando questa storia una seconda volta, il proposito è rimasto sempre lo stesso».
Sull’omaggio alle HBCU Beyoncé ha detto: «Moltissime persone consapevoli dal punto di vista culturale e intellettuale sono diplomate alle HBCU, tra cui anche mio padre. Esiste un aspetto incredibilmente importante all’interno dell’esperienza HBCU che deve essere celebrato e protetto».