Album
WE
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Edoardo Bridda
- 18 Marzo 2022
Dopo cinque anni tornano gli Arcade Fire con un nuovo album. Il successore di Everything Now (2017) s’intitola WE ed è in uscita il 6 maggio 2022 via Columbia. Rispetto alla fanfara che aveva accompagnato il predecessore – distribuzione finti brand di cereali, scrittura di fake news ecc. – questa volta la band sceglie un profilo decisamente più basso e diciamo più operativo. Un post via social pubblicato a metà marzo ne annunciava il lead single con tanto di spartito – The Lightning I, II – e due live al Toulouse Theatre di New Orleans proponevano per la prima volta dal vivo tre dei brani che ritroviamo in una scaletta che ha l’aspetto del prog album, o perlomeno di un concept. E parliamo di Age of Anxiety 1 e Rabbit Hole, che ora sappiamo essere la seconda trance dell’appena citato brano. Entrambe le parti probabilmente derivano da Memories of the Age of Anxiety, traccia di 45 minuti composta lo scorso anno da Win Butler e Régine Chassagne per un APP dedicata alla meditazione. E proprio la coppia è dietro la produzione del disco assieme al produttore di fiducia dei Radiohead Nigel Godrich.
E sì, proprio di concept si tratta, dato che le due parti in cui è idealmente diviso il lavoro, intitolate I e WE, racchiudono brani che parlano rispettivamente di isolamento (i primi tre) e riconnessone (i successivi quattro). Il primo che abbiamo modo di ascoltare è appunto The Lightning I, II, ed esce accompagnato da un videoclip in b/w con protagonista la stessa band assieme ai sodali Dan Boeckner (Wolf Parade), Paul Beaubrun e Sarah Neufeld. A dire il vero Will Butler e Richard Reed Parry mancano all’appello nel clip, e sebbene entrambi hanno collaborato al disco il primo annuncerà di aver lasciato la band subito dopo. Ma veniamo alla canzone, di cui Régine aveva suonato la parte al piano in un’anteprima TikTok, una classica progressione da primi Arcade Fire, contrappuntata dalle plettrate di Win che sembrano fare il verso a quelle della Vox Phantom VI Special Guitar di Ian Curtis in apertura a Love Will Tear Us Apart.
The Lightning I, II è una ballad sul lato springsteeniano della produzione della formazione, ma anche un ritmato e tirato (wave) pop rock che si ricollega alla passione Southern dei Nostri. Da lì la divisione I e II, perché di fatto parliamo di due canzoni che assieme formano un medley. La produzione di Godrich si fa sentire: lontano dalla “sporcizia” dell’esordio e dal disturbante tappeto elettronico e oscuro di Reflektor, il singolo riporta alla mente alcuni momenti di Neon Bible. Butler canta con una varietà di timbro ben più spiccata rispetto a Everything Now, possiamo sentirlo addirittura scendere verso lande che lambiscono il baritono.
Il cantante ha spiegato ai fan tramite newsletter che il brano è stato registrato nel momento più tragico della pandemia a El Paso, in quel posto dove, a poca distanza, si erge il muro del confine messicano e in quel periodo in cui, dopo una campagna elettorale estenuante, i risultati delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 stavano finalmente per essere svelati. L’ispirazione maggiore di The Lightning I, II sono stati i migranti haitiani che «camminavano fino al Brasile per avere una possibilità di libertà, per poi incontrare invece fruste, cani e ufficiali a cavallo». Mentre il video del brano ricalca la situazione che Butler definisce caratteristica degli ultimi due anni: «cercare di fare grandi progetti per poi essere costretti a improvvisare a causa delle tempeste della vita».
È stato il periodo più lungo che abbiamo mai passato a scrivere, senza interruzioni. “WE” è un viaggio catartico che segue un arco ben definito. Parte dall’oscurità e arriva alla luce. Un percorso formato da sette canzoni divise in due parti distinte, la prima “I”, che incanala la paura e la solitudine dell’isolamento, e la seconda “WE” che esprime la gioia e il potere del contatto.
Win Butler
Segue Unconditional I (Lookout Kid), secondo singolo e brano anch’esso presentato in anteprima live. E parliamo dei bis di uno degli show pro Ucraina che la band ha tenuto al Bowery Ballroom di New York a marzo 2022, giusto prima di eseguire la cover di Give Peace A Chance assieme a David Byrne. Rispetto The Lightning I, II, parliamo di un pezzo più delicato e confidenziale, dalla battuta disco ma dall’impianto sostanzialmente folk con intro intimista e aperture lineari e corali che ben s’inseriscono nella vena creativa principale del gruppo. E non dimentichiamo la buona dose di speranzosi “doo doo doos” cosparsi a mo di unguento e già pronta per il singalong.
Non c’è nulla di zuccherino in un’amore incondizionato, specie in un mondo che sta cadendo a pezzi. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, con tutte le nostre imperfezioni
Arcade Fire, a proposito di Unconditional I (Lookout Kid)

La copertina dell’album – che rievoca Sagittarius A* – è la fotografia di un occhio umano realizzata dall’artista JR e impreziosita dalla caratteristica colorazione aerografata di Terry Pastor (che ha utilizzato la stessa tecnica per album come Hunky Dory e Ziggy Stardust).
Il sopracitato Everything Now è uscito nel 2017 ed è stato recensito tiepidamente – non solo – su queste pagine. L’articolo è di Fernando Rennis, che ha inoltre curato su SA l’approfondimento di carriera dedicato al gruppo canadese, Fighting fire with fire e la recensione di WE.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Age of Anxiety
- 2 Age of Anxiety II (Rabbit Hole)
- 3 End of the Empire I-IV
- 4 The Lightning I, II
- 5 Unconditional I (Lookout Kid)
- 6 Unconditional II (Race and Religion)
- 7 We
