“The Film”. Tre canzoni, tre sogni sulla sorellanza nel corto delle boygenius
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Carmen Palma
- 1 Aprile 2023
Il sogno di un’amicizia e un’amicizia da sogno. Così si potrebbe riassumere The Film, il cortometraggio diretto da Kristen Stewart con cui le boygenius traducono in immagini tre brani del loro album, the record: $20, Emily I’m Sorry e True Blue.
Una scelta non casuale, quella di Kristen Stewart alla regia. Non solo una questione di sensibilità artistica ma tanto più un’oculata scelta di marketing, visto che l’attrice è, generalmente, molto ben vista dal fandom del supergruppo. Basta fare un giro veloce sui social o dare un’occhiata alle recensioni degli utenti di Letterboxd. Del resto, Stewart è molto amata dai neo-trentenni che hanno vissuto con lei la transizione da star di Twilight ad interprete di film d’autore, gli stessi che stanno assistendo al revival dell’estetica tumblecore del 2010/2015 (quando, cioè, questi erano adolescenti) e della sad girl indie rock (definizione un po’ stereotipata ma comunque innocua): in questa wave si inseriscono le nostre Julien Baker, Phoebe Bridgers e Lucy Dacus, Mitski, Clairo, Lana Del Rey, Weyes Blood, Ethel Cain e tanti altri.
Le boygenius sanno perfettamente di essere percepite in questo modo, tanto che in un’intervista su Pitchfork sostengono che la definizione sia ormai abusata e che costituisca una sorta di doppio standard: un uomo che scrive canzoni tristi non diventa improvvisamente un genere a sé né diventa un’etichetta che rende automaticamente il prodotto più appetibile sul mercato.
In ogni caso, con The Film strizzano comunque l’occhiolino al fenomeno, ma portando il discorso a un livello più alto: alla sorellanza. Il corto infatti si apre mostrandoci le tre artiste separate, apparentemente in tre stanze diverse, pronte per andare a dormire. Poi le tre canzoni, in cui vengono rappresenti i sogni di ciascuna di loro. In Without You Without Them, Julien Baker si sveglia nella camera d’infanzia e incontra le giovani Lucy e Phoebe, con cui stringe un patto di sangue e appicca un fuoco.
In Emily I’m Sorry Phoebe Bridgers canta tra monster trucks e anche lei dà fuoco a tutto. Infine Lucy Dacus tinteggia la stanza di blu con le sue amiche nella sequenza di True Blue, con tanto di bacio saffico con Bridgers proprio nella sequenza in cui canta “I can’t hide from you like I hide from myself”. Infine, colpo di scena: le tre non erano in stanze separate ma dormivano insieme.
Un corto, dunque, che celebra il legame artistico e umano che lega Bridgers, Dacus e Baker. Prendendo in prestito le parole della stessa Kristen Stewart dalla premiere a Los Angeles: se si ha l’occasione di addentrarsi nella loro coscienza condivisa, si può percepire il fuoco che le contraddistingue.
Su SA potete recuperare la recensione di the record, a cura di Elena Raugei.
