Robert Smith dei Cure
Robert Smith dei Cure, still dal video “Just Like Heaven”

The Cure. “Just Like Heaven”, la più dolce-amara delle canzoni d’amore

In musica, successo commerciale e integrità artistica non sempre vanno a braccetto. Nella maggior parte dei casi, nel tentativo di perseguire l’uno si va a scapito dell’altra, o viceversa. Per lo meno nel campo della musica rock, non sono tantissimi i casi di musicisti che, nel corso della loro intera carriera, sono riusciti in questa sorta di salto mortale artistico, arrivando al pubblico più vasto possibile senza urtare per questo la sensibilità dello zoccolo duro della fanbase più pura ed intransigente. Il caso di Robert Smith e dei suoi Cure è uno dei più emblematici.

Anzi, si direbbe quasi che, nel corso degli anni, il carisma di Smith sia addirittura stato accentuato dall’aspetto più giocoso e stravagante di canzoni quali Friday I’m In Love, The Lovecats, Let’s Go To Bed e Why Can’t I Be You, tutte contraddistinte da una grande orecchiabilità ed immediatezza. E nonostante queste caratteristiche, e nonostante anche la loro bizzarria e solo apparente ingenuità, queste hit non sfigurano poi troppo se accostate agli episodi più seriosi e “gotici” del repertorio dei Cure. L’esempio più compiuto di questa spericolata spaccata tra estroversione e introversione, tra chiaro e scuro, tra il dolce e l’amaro, è senza dubbio Just Like Heaven.

Show me, show me, show me how you do that trick
The one that makes me scream, she said
The one that makes me laugh, she said
And threw her arms around my neck

Pubblicata nell’ottobre del 1987 come terzo singolo estratto dall’album Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me, la canzone è stata composta da Robert Smith prendendo ispirazione da un viaggio fatto in compagnia della futura moglie Mary Theresa Poole verso Beachy Head, una località marina del sud dell’Inghilterra. Quando il programma televisivo francese Les Enfants du Rock chiese ai Cure – impegnati nelle session di registrazione del suddetto album proprio in Francia, all’interno dei prestigiosi Miraval Studios – di fornire un brano musicale da usare come sigla, Smith propose proprio la versione strumentale di Just Like Heaven, ben sapendo che questo avrebbe fatto in modo che la canzone risultasse già familiare a un gran numero di persone al momento della sua pubblicazione ufficiale. E ci aveva visto giusto, il Nostro, dal momento che per sua stessa ammissione si tratta del singolo più forte tratto da Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me, e più in generale una delle canzoni migliori dell’intero repertorio della sua band, nonché quella che li ha definitivamente lanciati nell’ambito mercato discografico statunitense.

Il video musicale di Just Like Heaven porta la firma di Tim Pope, che aveva diretto tutti i precedenti video della band a partire da Let’s Go to Bed, nel 1982. Una collaborazione eccezionalmente fruttuosa quella tra il regista ed i Cure e che ha dato vita in tutto a ben trentasette videoclip. Oltre a questi Pope ha anche firmato il film-concerto The Cure in Orange, girato per l’occasione in 35 mm. Una carriera di videomaker la sua che lo ha visto associare il proprio nome ad innumerevoli altri musicisti, sia britannici che statunitensi. Tra le sue collaborazioni più celebrate quelle con Neil Young, David Bowie, Iggy Pop, Queen, The Pretenders, The The, Paul Weller, Siouxsie and the Banshees ed in tempi più recenti con Fatboy Slim, The Darkness e The Kaiser Chiefs.

Robert Smith dei Cure
Robert Smith dei Cure, still dal video Just Like Heaven

Il video di Just Like Heaven è stato girato negli storici Pinewood Studios, situati nei pressi di Londra, nell’ottobre 1987. Questo nonostante Smith abbia sostenuto per anni che il clip fosse stato girato nello stesso luogo che aveva ispirato la canzone, arrivando poi ad ammettere che la maggior parte di esso fosse stato girato in interno, utilizzando le riprese del mare e delle scogliere di Beachy Head fatte nel 1985 per il video Close to Me. Come nel testo stesso della canzone, il video mostra la band suonare sull’orlo della scogliera affacciata sulla distesa d’acqua in un atmosfera in bilico tra sogno e realtà. Durante l’assolo di pianoforte della canzone il cielo diventa notturno e la band viene mostrata vestita con camicie bianche. Mary Poole appare in questa sequenza onirica come una donna vestita di bianco, un fantasma forse, che balla con Smith. Come ha spiegato lo stesso cantante: “Mary balla con me nel video perché era la ragazza a cui è dedicata la canzone, quindi doveva essere lei”. E proprio come nel testo della canzone, il video si chiude in maniera ambigua, senza realmente far capire se quello che il protagonista ha vissuto è stato un incontro reale, conclusosi tragicamente tra gli scogli ed il mare tempestoso, o solo una paradisiaca e sfuggevole allucinazione d’amore, frutto della propria immaginazione.

Daylight licked me into shape
I must’ve been asleep for days
And moving lips to breathe her name
I opened up my eyes
And found myself alone, alone
Alone above a raging sea
That stole the only girl I loved
And drowned her deep inside of me

Robert Smith dei Cure
Robert Smith dei Cure, still dal video “Just Like Heaven”

La melodia assolutamente irresistibile e la semplice ma efficace sequenza di accordi che la sostiene hanno reso la canzone oggetto di numerosissime cover. Quella registrata dalla cantante Katie Melua è forse la più popolare – ma anche la più stucchevole – facendo parte della colonna sonora di un romcom del 2005 – interpretato da Reese Witherspoon e Mark Ruffalo – che porta proprio il titolo della canzone stessa, e che da essa si può dire sia liberamente ispirato. Direttamente all’opposto troviamo invece quella geniale e stravolta realizzata dagli statunitensi Dinosaur Jr. Pubblicata in formato singolo nel 1989, la versione rende ancora più distorto ed aggressivo il familiare riff chitarristico composto da Robert Smith, dando anche la possibilità al chitarrista e cantante della band, J Mascic, di fare sfoggio del suo particolare stile con uno dei suoi epici assoli. E infatti, in più di un occasione lo stesso musicista ha spiegato quanto la musica e l’estetica dei Cure fossero stata formative durante la sua più giovane età, fornendo validazione alle proprie idiosincrasie e regalando conforto al proprio senso di inadeguatezza.

Il segno della buona riuscita di una cover è sempre l’apprezzamento da parte di chi a composto l’originale verso chi ne ha realizzato una rilettura. In questo caso, lo stesso Robert Smith ha lodato il rifacimento dei Dinosaur Jr, ammettendo di averlo usato come falsa-riga per le riproposizioni dal vivo della sua stessa canzone. Ed è proprio in questo abito che Just Like Heaven brilla di luce propria, con la dimensione live in grado di trasformare questa melodia e la sua storia d amore dolce-amara in un momento di incontenibile euforia collettiva.

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