Lambchop. Il teatrale surrealismo di “Fuku”
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Massimo Onza
- 12 Aprile 2021
Fuku è il secondo estratto da Showtunes, l’album dei Lambchop di Kurt Wagner, in uscita il 21 maggio 2021 via City Slang, a un anno dal particolare disco di cover Trip e a due dall’ultimo lavoro propriamente detto This (is what I wanted to tell you).
Scritto da Wagner assieme al produttore e DJ di Colonia Twit One, il brano è una magnetica immersione onirica che scivola attraverso un particolare mix di Tuxedomoon altezza Holy Wars e affascinanti orchestrazioni bowiane, inframezzato da glitch e sussulti elettronici che ne screziano elegantemente la sofisticata tela narrativa.
Il tutto accompagnato dalle immagini dirette da Doug Anderson, che ne esaltano la forte qualità teatrale: un breve e surreale cortometraggio, immerso in una grana lo-fi dal sapore Seventies, che ritrae una sorta di teatro dell’assurdo popolato da insoliti e pittoreschi personaggi alle prese con la ricerca dell’inesprimibile.
Ho sentito la canzone di Kurt e me ne sono profondamente innamorato. “Fuku” evoca tutte le cose a cui il teatro musicale tende ma che non è in grado di rappresentare: il desiderio enorme e l’impossibilità di innamorarsi realmente. Mi ha ricordato la verità insita nella frase di Walter Pater, ovvero che «Tutta l’arte aspira costantemente alla condizione della musica». Puro e astratto. I personaggi del video tentano di comunicare la loro esperienza senza riuscirci: non possiedono nulla e non sono in grado di dare quel nulla a qualcun altro. Persistono nel tentare di evocare la coerenza dall’eterogenea e stupida inconsistenza
Doug Anderson
Per il dettaglio completo vi rimandiamo alla pagina dedicata all’album. Su SA potete inoltre recuperare, tra le altre, le recensioni dei sopracitati lavori, Trip e This (is what I wanted to tell you), entrambe curate da Stefano Solventi.
