Visto l’ottimo riscontro dalla prima, Scissione (ovvero Severance nella versione originale) ha già avuto il via libera per una seconda stagione, segnala Deadline. La serie creata da Dan Erickson e diretta da Ben Stiller e Aoife McArdle ha fatto il suo debutto su Apple TV+ (e contemporaneamente su Sky Q tramite la app Now Smart Stick) il 18 febbraio, con l’episodio conclusivo di questa prima tornata di episodi a uscire tra giusto un paio di giorni. Le riprese inizieranno subito dopo, garantisce la produzione, segno tangibile dell’ottima accoglienza riservata allo show da parte della critica e del pubblico.
La serie e il suo successo
Il segreto di Scissione sta nell’unire un gusto puramente 70s per gli ambienti e la tecnologia a un altrettanto desueto taglio tra il giallo e il thriller, con un tocco sottilmente distopico. Al centro della trama, troviamo un’organizzazione misteriosa le cui finalità sono avvolte nel mistero, così come quelle riguardanti le singole mansioni dei rispettivi dipendenti/co-protagonisti che vi entrano, di fatto, sdoppiandosi. Chi ha scelto di lavorare qui si è infatti deliberatamente sottoposto all’inoculazione di un dispositivo in grado di tener separati i ricordi. Una volta entrati nell’azienda non si ha memoria di ciò che si è e si fa all’esterno di essa e viceversa.
Come notavamo nel post dedicato, l’espediente narrativo si presta a precise quanto fascinose scelte registiche, con i due “mondi” a formare le parti speculari di un unico labirinto della mente sul quale si staglia l’ombra lunga della Lumon, ovvero la fantomatica azienda. All’interno di essa le inquadrature sono geometriche e lineari per risaltare la claustrofobia di uffici e reparti (in cui tecnologia e linguaggi di programmazione sembrano fermi all’era Cobol), all’esterno la telecamera abbraccia una maggiore ricchezza di colori e scenografie senza abbandonare la tonalità dominante: siamo tutti cavie da laboratorio.
In questo Scissione assomiglia a un altro film diretto da Ben Stiller, I Sogni Segreti di Walter Mitty (2013). Il protagonista (lo stesso Stiller) “scindeva” e rimescolava la propria esistenza tra la realtà, rappresentata dal lavoro per la rivista Life (poco prima della chiusura della versione cartacea) e i sogni ad occhi aperti con i quali si godeva una versione di sé più coraggiosa, spavalda, avventurosa; pur essendo molto più drammatica nella serie Apple+, in questo film troviamo la stessa riflessione sul mondo del lavoro e sull’importanza di superare gli ostacoli della vita per coglierne gli aspetti più veri e gratificanti, fino ad arrivare ai massimi sistemi. Perché siamo qui? Che scopo abbiamo nella vita?