Iron Maiden. “The Writing On The Wall”, hard rock con un Dickinson sottotono
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Massimo Onza
- 16 Luglio 2021
Dopo settimane di voci su nuova musica in arrivo della storica heavy metal band, fomentate dai vari poster con la scritta Belshazzar Feast – rimando al passo biblico del Festino di Baldassarre – apparsi per la prima volta a giugno, durante il Download Pilot Festival, gli Iron Maiden hanno diffuso il videoclip di The Writing On The Wall, singolo che arriva a sei anni dall’ultima fatica in studio del gruppo, The Book Of Souls del 2015.
Scritto dal chitarrista Adrian Smith con Bruce Dickinson e prodotto da Kevin Shirley e dal bassista e membro fondatore della band Steve Harris, il brano, sicuramente non proprio all’altezza della storia della band e con un Dickinson un po’ sottotono – tra l’altro fortunatamente sopravvissuto al cancro alla lingua diagnosticatogli nel 2015 – colpisce per l’audacia con cui i Maiden esplorano territori hard rock infarciti di dinamiche prettamente twang. Nell’inciso riemerge il classico stile del gruppo, che trascina la traccia con un ottima armonia, mentre il resto sono gli ingredienti che conosciamo oramai molto bene, ovviamente gestiti con maestria tecnica.
Per il video il frontman aveva un’idea di concept poi realizzato in collaborazione con due ex dirigenti della Pixar, nonché fan di lunga data dei Maiden, Mark Andrews e Andrew Gordon, coppia con più di 50 anni di esperienza nell’industria dell’animazione ai massimi livelli – inclusi i lavori per Gli Incredibili, Ratatouille, Ribelle, Monsters e Alla ricerca di Nemo. Con molti partners in fila per essere coinvolti nel progetto, i due hanno scelto BlinkInk, studio di animazione londinese stimato per il suo lavoro per una serie di marchi di fama mondiale (Adidas e Coca-Cola), come anche per la lunga esperienza di alto livello nel campo dei video musicali.
Avevo un’idea abbastanza chiara sul concept che doveva accompagnare il brano e quando ho incontrato Mark e Andrew su zoom è diventato subito chiaro che eravamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Questo è stato rafforzato con l’ingresso in squadra di Nicos e del suo giovane team della BlinkInk. Le nostre riunioni settimanali erano di solito tanto creative quanto molto divertenti!
Bruce Dickinson
Nel direttore della BlinkInk Nicos Livesey – altro irriducibile fan della band britannica – gli autori di Piece Of Mind hanno trovato un collaboratore appassionato. Pubblicato con un attesissima premiere globale, il risultato è un clip animato in cui c’è un primo assaggio di una nuova incarnazione del mitico Eddie in formato 3D. Una storia post-apocalittica ambientata in un mondo desertificato, in cui i padroni dell’ultima città superstite sfruttano il resto dell’umanità allo stremo. Ci penserà un inedito Eddie in versione samurai – con tanto di katana laser – a rimettere le cose a posto, tra scene splatter e fiamme, facendo “rinascere” la vita.
Sono molto orgoglioso di come il video è venuto, è veramente un po’ come un mini – film. Sapevo che avrebbe funzionato non appena Mark avesse dato vita alle mie idee con i suoi incredibili storyboard – ho pensato che avremmo potuto creare qualcosa di molto speciale insieme. Penso che l’abbiamo fatto e spero che i nostri fan siano d’accordo. In effetti è praticamente creato dai fan dei Maiden!
Bruce Dickinson
Entusiasmo condiviso a pieno dal regista che ha espresso tutta la sua soddisfazione per i risultati ottenuti.
Abbiamo trovato rapidamente le competenze che volevamo, le persone letteralmente litigavano per lavorare su un video dei Maiden – abbiamo lavorato con più di 60 persone in 13 paesi diversi, dal Brasile alla Francia, dalla Romania agli Stati Uniti, per aggiungere qualcosa al video, e direi che il loro amore, la loro passione e la loro conoscenza della band traspare da ogni fotogramma. Sono stati un team da sogno da gestire sia per i produttori che per me
Nicos Livesey
Sulle nostre pagine potete recuperare la recensione del sopracitato The Book Of Souls, firmata da Stefano Gaz, oltre a quella del classico dei Maiden del 1984, Powerslave, curata da Francesco Locane.
