Mogwai
Mogwai, still dal video “God Gets You Back” (2024)

God Gets You Back. Ritorni e Risonanze: il tempo nel cerchio dei Mogwai

Con God Gets You Back, i Mogwai dimostrano ancora una volta che il successo non è una stazione d’arrivo, ma una tappa lungo una strada in continua evoluzione. La band scozzese, che aveva già conquistato la vetta della classifica album UK con As The Love Continues nel 2021, ritorna con un brano che ne riflette la rinnovata consapevolezza creativa. Il pezzo, guidato da un synth arpeggiato che si innalza lentamente, sembra quasi respirare, come se ogni nota stesse cercando il suo posto nel mondo. A dare l’impulso vitale è Martin Bulloch, il cui drumming mantiene il brano in movimento, garantendo un avanzare costante e ponderato.

La vera magia arriva quando Barry Burns, non riuscendo a trovare le parole giuste, si affida alla spontaneità di sua figlia di 7 anni, che crea i versi che poi lui stesso canterà. C’è qualcosa di disarmante e poetico in questa scelta, un richiamo al potere dell’innocenza e della semplicità che i Mogwai riescono a incastonare in una produzione sonora stratificata e densa di significati.

Il videoclip, girato dai fratelli alla base del marchio Hand Held Cine Club, è altrettanto evocativo: una cruda storia di mafia che si risolve in un’onirica riflessione sui temi del tempo, della memoria e degli affetti e di ciò che ci riporta sempre al nostro punto di partenza.

Musicalmente siamo all’incrocio tra i lavori su commissione della band – Zidane: a 21st Century Portrait, ZeroZeroZero e Les Revenants – e la solidità emotiva di As The Love Continues.

Brano e videoclip fanno da supporto a un tour che nel 2025 toccherà alcune delle principali città in Europa, Asia e Nord America, portando la loro musica in luoghi iconici come l’O2 Academy Brixton di Londra, il Brooklyn Steel di New York e il Paradiso di Amsterdam. Purtroppo, al momento, non sono previste date italiane.

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