Florence + the Machine. Riflessioni sull’essere donna, “King”
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sentireascoltare
- 24 Febbraio 2022
Florence Welsh ha pubblicato con lo storico marchio Florence + the Machine un nuovo brano. Intitolata King, la canzone – un crescendo corale di strofe meditabonde intrecciato a un complesso arrangiamento da camera – è una riflessione sull’essere donna, sulla famiglia, la femminilità e il sovvertimento delle aspettative. Un manifesto personale, scrive la nota stampa, che trascende i ruoli definiti dal genere in una chiamata alle armi sublimata dalla strofa: «Non sono una madre, non sono una sposa – sono un re».
Il clip, diretto dalla fotografa e regista Autumn de Wilde (The Decemberists, Elliott Smith, Spoon ecc.) con le coreografie di Ryan Heffington, vede la stessa Welsh nei panni di una potente strega. Spezzerà il collo a quello che sembra il proprio uomo salvo poi abbracciarlo sul finale (ma soltanto per aspirargli l’anima).
Come artista, non ho mai pensato molto al mio genere. Andavo avanti e basta. Ero brava quanto gli uomini e andavo là fuori e li eguagliavo ogni volta. Ma ora, pensando alla mia condizione di 30enne donna e al futuro… sento improvvisamente questa lacerazione della mia identità e dei miei desideri, che essere un’artista, ma anche volere una famiglia potrebbe non essere così semplice per me come lo è per i miei omologhi maschili. Mi ero modellata quasi esclusivamente sui performer maschi, e per la prima volta ho sentito cadere un muro tra me e i miei idoli perché devo prendere decisioni che loro non hanno preso.
Florence Welsh
King, co-scritto con Jack Antonoff, segue a distanza di circa un anno il precedente singolo condiviso da Welsh, Call Me Cruella (2021), brano commissionato dalla produzione di Crudelia, film dedicato alle origini dell’iconico villain de La carica dei 101 con il volto di Emma Stone. Sempre in quel periodo, la cantante ha festeggiato i suoi 7 anni da sobria con un post su Instagram. L’ultimo album di Florence + the Machine, High As Hope, è uscito nel 2018 ed è stato recensito su queste pagine da Nino Ciglio.
