David Bowie I'm Afraid of Americans

David Bowie. “I’m Afraid of Americans”, angoscia urbana e pregiudizio

David Bowie ha sempre trovato il polso dello spirito dei tempi, riuscendo a trasmettere al grande pubblico stimoli artistici sempre nuovi e fungendo da ponte tra l’avanguardia e la musica pop, underground e mainstream. Lo ha fatto anche a rischio di venire frainteso, respinto o semplicemente ignorato. È stato tacciato di opportunismo, di scegliere i propri collaboratori a fini commerciali, oggi si direbbe per ottenere maggiore visibilità. Qualcuno si è spinto ad affermare che erano quest’ultimi — vedi Mick Ronson, Brian Eno, Carlos Alomar o Nile Rodgers — più talentuosi e preparati musicalmente, a magnificare idee solamente abbozzate.

A testimonianza però della sua genuina vocazione allo scambio di stimoli ed idee ed alla collaborazione artistica, rimangono le tante canzoni realizzate in tandem assieme ad altrettanti illustri contemporanei – John Lennon, Mick Jagger, Tina Turner, Queen, Pat Metheny – o i dischi nei quali il “Duca Bianco” si è seduto al banco di regia in veste di produttore – con Lou Reed, Mott The Hoople o Iggy Pop e gli Stooges. Inoltre, è ben documentata la disponibilità con la quale ha cercato e favorito l’incontro con musicisti più giovani di lui; gli stessi che in molteplici occasioni hanno anche ammesso di averne subito una decisiva influenza. Caso emblematico, quello che ha fatto incrociare le carriere artistiche di David Bowie e Trent Reznor.

La collaborazione nasce a metà anni ’90, quando Bowie si interessa alla musica dei Nine Inch Nails. Il suo entusiasmo lo porta a contattare Reznor, sfociando nella partecipazione dei NIN come co-headliner della tournée promozionale dell’album Outside. Una scelta coraggiosa e controcorrente, che irrita parte dei fan più conservatori ma rispecchia l’audace modernità musicale dell’album. A Reznor viene inoltre commissionato un mix alternativo della canzone The Hearts Filthy Lesson. Il sodalizio tra i due è però soprattutto ricordato per il cameo nel video di I’m Afraid of Americans.

Pubblicata nell’ottobre 1997 come quinto singolo estratto dall’album Earthling, I’m Afraid of Americans ha origini che risalgono al 1995, durante le sessioni di Outside, con il titolo iniziale I’m Afraid of the Animals. In quella versione il testo e l’arrangiamento sono parzialmente differenti e comprendono parti suonate dai chitarristi Carlos Alomar e Reeves Gabrels. La versione originale può essere ascoltata nella colonna sonora del film Showgirls (1995) o nella versione estesa di Earthling, pubblicata nel 2004.

Secondo quanto racconta Bowie in un’intervista, il testo nasce come reazione all’apertura del primo McDonald’s sull’isola di Java, un “J’accuse” contro il colonialismo culturale statunitense. Da questa riflessione parte anche l’idea del video promozionale, affidato al duo britannico Dom & Nic (Dominic Hawley e Nick Goffey), scelto per il loro lavoro con artisti come i Chemical Brothers (vedi Setting Sun). Il video mostra David Bowie camminare per le strade di New York visibilmente angosciato, e la sua inquietudine appare comprensibile, considerando la presenza di uno stalker interpretato da Trent Reznor, vestito in modo inequivocabile come un clone di Robert De Niro / Travis Bickle nel film Taxi Driver.

Il senso di minaccia percepita da Bowie, tra passanti aggressivi e angoscia urbana, sembra riflettere la sua immaginazione, i pregiudizi di europeo nei confronti degli americani o la sua stessa paranoia. Il video si conclude di notte: dopo una angosciante corsa in taxi, con un minaccioso Reznor al volante, Bowie assiste a una bizzarra processione, che potrebbe rappresentare l’intreccio tra sacralità e superstizione radicato nei più profondi recessi della coscienza collettiva statunitense e nella predisposizione alla violenza.

Supportato da MTV, il video vale a Bowie una nomination come miglior video maschile agli MTV Video Music Awards del 1998. La canzone entra anche nella classifica Hot 100 statunitense, l’ultima sua apparizione prima di Blackstar e Lazarus, e della la morte nel 2016. Nel corso degli anni, Trent Reznor ha reso più volte omaggio a Bowie eseguendo dal vivo I’m Afraid of Americans, confermando l’importanza e la riuscita di questa collaborazione.

SentireAscoltare