Caparezza
Caparezza, still da “Come la musica elettronica”

Caparezza, Come la musica elettronica. Fare pace col tempo

L’autunno, il silenzio, il crepuscolo, l’ignoto, la città fantasma: tutto concorre a rivestire di dolceamara accettazione questa splendida dedica al tic tac dell’orologio.

Caparezza, che in Orbit Orbit ha abbracciato una dimensione fluttuante e trascendente fatta di sogni e immaginazione, torna con il videoclip di uno dei brani più rappresentativi del progetto. Sobrio, elegante, visibilmente in pace con sé stesso, Michele Salvemini riappare in Come la musica elettronica tra giovani e adolescenti, immerso in campi da basket, giostre, spazi scolastici. In quell’incrocio tra nostalgia velata e libertà ritrovata, guarda dritto in camera, si siede su una panchina e scrive sul suo quaderno, con il buon vecchio inchiostro, mentre attorno la vita continua a scorrere con il suo metronomo implacabile. Ma lui, che finalmente riesce a definirsi “vecchio”, se ne frega.

Diretto dal giovane videomaker Roberto Celestri (classe 2001, nato dopo i primi passi discografici di Salvemini), il video accompagna le melodie vocali commosse, i sintetizzatori retromaniaci e i cori trasognanti del brano. Tra esistenzialismo e citazionismo, emerge una sintesi matura dello stile caparezziano, dove il fascino nerd e lo scavo interiore trovano ancora una volta un equilibrio preciso.

Uno dei momenti più toccanti di Orbit Orbit, il brano segue perfettamente il nuovo gusto immaginativo dell’artista: afflitto da acufene e ipoacusia, Caparezza si rifugia più che mai nelle fantasticherie della propria mente, luogo ormai inattaccabile dall’esterno. L’album, accompagnato da un omonimo fumetto, mette in scena leggerezze, illusioni incantevoli e riflessioni malinconiche di un cinquantaduenne che continua a muoversi dentro il rap con consapevolezza disarmante. Lo ricorda anche qui, con ironia e lucidità: “Piccolo, non chiedermi pareri sul tuo disco / Se mi piace corri un grosso rischio / Ti auguro San Siro, San Francisco / Ma io la tua roba non la capisco, sono vecchio”.

Eppure, Capa trova ancora il sorriso in una partita a scacchi, in un caffè, in una dormitina. E proprio come la musica elettronica, invecchia, si affievolisce, si prepara all’oblio. Ed è giusto così.

Nel 2026 Caparezza sarà impegnato in diversi appuntamenti live nei principali festival italiani, da giugno a settembre. Il tour, già forte dei primi sold out, partirà il 20 giugno con la data zero al Connessione Festival di Sordevolo (BI) e si concluderà il 5 settembre alla Reggia di Caserta.

Su questo sito potete inoltre trovare le recensioni di alcuni dei principali capitoli discografici del rapper: l’ultimo Orbit Orbit, i recenti Exuvia e Prisoner 709, e alcuni classici come Le Dimensioni del mio Caos, Habemus Capa e Il Sogno Eretico.

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