Flow

Flow #54 – Cuore di tenebra

Ancora affranti dal mancato passaggio di Kendrick Lamar in Italia, siamo qua ad allietarvi cercando di metabolizzare il trauma con la nostra playlist settimanale, come al solito ricca di novità.
In apertura l’energica e cupa coreografia del video di Movement I, brano estratto dal nuovo EP Tetris, Mon Amour di Thys, meglio conosciuto come Thijs de Vlieger, uno dei tre componenti dei Noisia. Il lavoro di Thys nasce come colonna sonora dello spettacolo – omonimo dell’EP – di Club Guy & Roni, collettivo olandese di ballo contemporaneo; nello show si è cercato di fondere in un unico corpo i suoni elettronici della musica con i movimenti dei ballerini. «Quando Club Guy e Roni – ha dichiarato Thijs – mi hanno chiesto di scrivere un accompagnamento per il loro spettacolo Tetris, Mon Amour, ho subito avuto l’idea di condividere una versione studio e realizzarne video musicale con la danza come protagonista. Il video si basa sul gioco stesso, dove lo scopo è battere la macchina, superare te stesso, tutto ciò richiede concentrazione assoluta, dedizione verso qualcosa che dovrebbe essere divertente, ma che spesso non lo è. E infine ti trattiene, trascinandoti via.»

Successivamente troviamo St. Vincent che pubblica il video di Los Ageless, secondo singolo e videoclip estratto da Masseduction, la cui uscita è prevista il 13 ottobre per Loma Vista. Con la preziosa collaborazione del regista Willo Perron si riprendono i colori pastello e le inquadrature simmetriche già proposte nel precedente video di New York, ma questa volta la trama va a bersagliare gli stereotipi della vita frivola delle star della città californiana; la cantante si sposta in vari scenari e situazioni, prima si trova nello studio di un chirurgo plastico dopo un intervento di rinoplastica, dal parrucchiere, davanti ad una surreale tv, oppure ancora intenta a sbarazzarsi di documenti compromettenti davanti ad una macchina taglia carta di plastica rosa.

Kathy Yaeji Lee, è una producer che si divide tra New York e Seoul, dedita a sonorità orientate verso il pop che poi amalgama al suo cantato rap – un esempio possiamo riscontrarlo nelle sue precedenti pubblicazioni, come Guap o Last Breath – mentre nell’ultima Drink I’m Sippin On, Yaeji, abbraccia uno stile orientato verso la trap, urbano, come il clip di accompagnamento che propone una carrellata di paesaggi cittadini e situazioni conviviali notturne. Il brano è stato estratto dal suo prossimo EP, semplicemente intitolato EP2 la cui uscita è prevista il 3 novembre tramite Godmode.

Keith Ape torna sulla scena pubblicando l’inedito Achoo! In collaborazione con Ski Mask the Slump God e prodotta da Jimmy Duval e Quartier Watch, i quali hanno pensato bene di arricchirla di bassi andando a creare un flow potentissimo. Il video è stato diretto da Cole Bennett, già regista per Ski con Catch Me Outside e BabyWipe, e vede i due giovani trapper alle prese con una degenza ospedaliera poco convenzionale, alienante come da prassi nei video di Bennett. Il duo di electro-dream pop NITE accontentano i loro fan, pubblicato il video della loro traccia preferita I Long 4 U, brano estratto loro recente album Reborn per Cloepatra Records. Il clip è stato diretto da Jordan Smith e si collega con l’estetica lo-fi dei video precedentemente pubblicati dalla band come Godless City e Dreamer, ma questa volta si scava di più nell’emotività dal lato più malinconico, tant’è che Myles Mendes ha raccontato di aver scritto il brano come vero e proprio atto conclusivo del disco in un momento di solitudine e difficoltà. Matthew Barnes, conosciuto ai più come Forest Swords ritorna con Congregate/Free , un singolo a due tracce che arriva quattro mesi dopo la pubblicazione dell’acclamato Compassion, ma in questo caso parliamo di una pubblicazione di beneficenza – che va al di là del mercato musicale – in favore di una raccolta fondi per Portorico e Messico. Il brano è accompagnato da un visual diretto personalmente dallo stesso Matthew dove protagonista è una maschera animata su sfondo nero, un oggetto unico, realizzato appositamente dell’artista di origami Fynn Jackson.

Dopo Forest Swords si cambia decisamente piglio con un ritorno gradito, ovvero quello delle The Breeders con Wait In The Car. Lontane dalle scene da parecchi anni – l’ultimo lavoro ufficiale è Mountain Battles (qui recensito da Giancarlo Turra, autore anche di un interessante articolo sulla storia della band) del 2008 – ritornano in formazione ufficiale, quella del 1993 di Last Splash per capirci, dopo una reunion nel 2013 per celebrare i vent’anni dello stesso album. Wait In The Car vede dietro la regia i nomi di Chris Bigg e Martin Andersen che hanno creato un clip partendo da un mattone fino ad utilizzare più di ottocento immagini diverse tra loro: «E’ cominciato tutto con un mattone. Ci piaceva l’idea di utilizzare qualcosa di iconico, ma un po’ banale. Un vecchio mattone ha una storia ed è un oggetto affascinante e grezzo allo stesso tempo. Abbiamo iniziato a collezionarli (alcuni interi e altri rotti) e a comprendere quanto siano diversi l’uno dall’altro, ognuno con la propria identità».

Quando la musica lo-fi pop con infiltrazioni psycho-etniche e synth anni ’80 crea delle crepe nello schermo ecco apparire Sequoyah Tiger in tenuta sportiva assieme alla sua partner artistica Sonia Brunelli in un campo da tennis abbandonato trasformato in uno skatepark, tutto questo in terra di Croazia, con coreografie aderenti al suono da loro espresso: questo è Punta Otok, tutto da gustare in attesa di Parabolabandit previsto per il 27 ottobre su Morr Music.

Si passa all’emo e al post hardcore con i Movements e la loro Colorblind. La band di Orange County, CA, annuncia per il 20 ottobre l’uscita dell’album di debutto Feel Something seguito dell’EP Outgrown Things dello scorso anno, con questo videoclip dove si vede la band suonare in un ambiente buio, illuminata da una luce che proietta fiori che sbocciano e dove si passa alternativamente dal bianco e nero ai colori.

Angus Andrew si trova ora come unico componente di Liars e, dopo l’uscita di TFCF (recensito qui da Stefano Pifferi) per Mute records lo scorso 25 agosto, pubblica un video per il secondo singolo Staring At Zero, diretto da Clemens Habicht: si vedono due ragazzi in barca addentrarsi in un canale in tardo pomeriggio per poi, immersi nell’oscurità, scoprire un cadavere abbandonato ed una creatura misteriosa che li osserva da sotto il livello dell’acqua.

Una serie di vecchi footage accompagnano in modo malinconico la struggente strumentale post rock Sad Heart Of Mine dei Caspian, presa dal loro album Dust And Disquiet: il viaggio, il mare, la vita normale e monotona di una piccola cittadina nascondono tutta la semplicità e la bellezza dei ricordi di una gioventù ormai passata e sfiorita.

Footage per footage si passa ad un atteso ritorno, quello dei Quicksand. La band di New York City guidata da Walter Schreifels (ex membro di varie band tra le quali Youth Of Today e Gorilla Biscuits) torna alla ribalta con un lavoro atteso ventidue anni e previsto per il prossimo novembre, intitolato Interiors, del quale si può ascoltare Cosmonauts: vecchie immagini di un astronauta russo che, attorniato da una folla in visibilio, parte per lo spazio e ritorna, sano e salvo.

Il video seguente nella playlist è relativo al brano You’re So Cool dei Muskets. L’alternative rock band di Brighton uscirà il 20 ottobre con l’album Chew, per la No Sleep Records. «La canzone riguarda ciò che potremmo riferire alla gioventù di ognuno nella società di oggi», affermano gli stessi Muskets, «un periodo in cui ci sentiamo inadeguati e lottiamo in qualche modo, fino a incontrare una persona che ci rende più fiduciosi riguardo a noi stessi o alla situazione che viviamo. È ciò che per noi più si avvicina ad una canzone d’amore». Il clip racconta infatti di un ragazzino perso in un’ipotetica Inghilterra post-apocalittica dove tentare di sopravvivere sembra essere l’unica alternativa, ma nel finale un plot twist degno di M. Night Shyamalan (regista de Il Sesto Senso e del più recente Split) risolverà la vicenda in modo da strappare anche un sorriso.

Ecco poi il nuovo pezzo dei Converge, che dopo la pubblicazione del singolo I Can Tell You About Pain (il cui videoclip è in Flow #44) hanno finalmente annunciato l’uscita del nuovo attesissimo album, The Dusk in Us, pronto il 3 novembre prossimo con l’etichetta Epitaph Records. Si tratta del primo lavoro dopo All We Love We Leave Behind del 2012, e la traccia resa nota in settimana ne sarà la canzone di chiusura, col titolo Reptilian. La band di Jacob Bannon, Kurt Ballou e soci si conferma avanguardia dell’hardcore caotico, di cui sono portabandiera dalla metà degli anni ‘90.

In arrivo fra pochi giorni appena, invece, il nuovo album dei Melkbelly, noise-rock band di Chicago con già un full length all’attivo (Pennsylvania, 2014). Il nuovo disco si chiamerà Nothing Valley e conterrà Off the Lot, traccia anticipatrice che può contare anche sul videoclip: in esso immagini psichedeliche, distorte e dai colori acidi amplificano la ruvidezza degli arrangiamenti e delle melodie espresse dalla cantante/chitarrista Miranda Winters.

Un altro ritorno molto atteso è quello dei No Warning, punk hardcore da Toronto. La band è stata autrice di album considerati pietre miliari dell’HC anni ‘00 (Ill Blood, 2002; Suffer Survive, 2004) e dopo la reunion avvenuta nel 2013 ci si aspetta molto da Torture Culture, in uscita il 13 ottobre. In settimana è stato pubblicato il video di Hell Realm: «Abbiamo cercato di esprimere la condizione della mente umana, risultato di continui lavaggi del cervello da parte dei social media e delle grandi corporazioni, attraverso un classico album hardcore», dice Ben Cook, «stiamo cercando di manifestare una sensazione di tortura, come quella di Alex in Arancia Meccanica, che viene costretto a guardare dei filmati terribili più e più volte. L’ansia e il panico quotidiano sono il risultato degli impulsi egoisti e repulsivi scaturiti della nostra evoluzione». Il clip,  immerso in un’estetica vintage, parla proprio di violenza e devastazione.

L’ultimo atto della playlist è appannaggio dei Kublai Khan, band metalcore proveniente dal Texas. Il video di B.C. (Before Christ) trasporta in tempi lontani, elogiando antichi riti pagani distrutti dalla venuta del cristianesimo e dalla prepotenza delle religioni monoteiste, che con l’imposizione si sono prese lo spirito dei popoli. Questo è ciò a cui rimanda il testo del pezzo, inserito nel terzo album della band, Nomad, uscito il 29 settembre via Rise Records.

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