Flow

Flow #51 – Classe 1999

Con uno sguardo diretto verso il passato diamo inizio alla playlist settimanale di FLOW, dove in apertura troviamo rispettivamente i Radiohead e Beck, entrambi con dei video realizzati in modo eccelso. Lift è un brano extra contenuto in Ok Computer, OKNOTOK, ristampa che celebra il ventennale del classico Ok Computer; escluso all’epoca dalla scaletta originale del disco, oggi è accompagnato da un video diretto Oscar Hudson, lavoro che si allinea tematicamente a quello eseguito eseguito da Paul Thomas Anderson per il clip di Daydreaming. Il regista, per la realizzazione del video, ha cercato di attenersi più fedelmente possibile al testo del brano, ricreando lo scenario cantato da Yorke e perciò ambientando l’intero lavoro all’interno di un ascensore. Per tutta la durata del video vediamo il frontman della band rimanere in piedi e in disparte rispetto alla centratura della ripresa, testimone di una serie di piccoli episodi caratterizzati da curiosi personaggi e particolari camei, come quello in apertura di sua figlia Agnes e l’attuale compagna Dajana Roncione. Mentre il clip scorre notiamo che le porte dell’ascensore si aprono su luoghi che prendono una direzione sempre più indirizzata verso l’assurdo. Il viaggio si conclude con la proiezione speculare dell’ascensore stesso. Più onirico e ironico il video realizzato da CANADA per il brano Up All Night di Beck, quarta anticipazione estratta dall’imminente Colors, la cui pubblicazione è prevista per il 13 ottobre. Nel clip viene narrata l’assurda e frenetica nottata di una giovane supereroina (l’attrice Solene Rigot) che va a salvare un ragazzo collassato a un party (lo skater Pedro Attenborough). La vedremo fronteggiare una squadra di football, agguerriti party harder, per poi infine portare in salvo il giovane, fuggendo a bordo di una Corvette cromata. Lo stile del video – dal taglio cinematografico – ricorda a tratti opere come Super! di James Gunn e l’Arte del Sogno di Gondry, proprio per l’aura onirica e surreale che persiste durante tutta la durata del clip.

Sotto il nome di Weekend Wolves si cela un artista tedesco, che fa dell’anonimato una carta da giocare a suo favore, creando un’atmosfera ancor più sinistra attorno al suo progetto musicale. Il singolo inedito Leave è un brano elettronico malinconico e nebbioso, quasi lynchiano, accompagnato da un video che raccoglie immagini di repertorio di un viaggio in treno, i cui fotogrammi sono stati desaturati e compressi rendendo l’immagine sgranata e generando così un inquietante effetto lo-fi. Caotico, cupo ed estremo, è l’approccio del video di Look at Me! – brano estratto dal mixtape Revenge – di XXXTentacion, diretto dallo stesso artista in collaborazione con JMP. Nella scena iniziale vediamo il rapper conversare con un angelo dalle fattezze di un dildo, e successivamente le immagini hanno come soggetto un’aula scolastica, dove un professore viene assalito – e percosso con dei dildo – da un gruppo di studenti guidati da Onfroy stesso. La canzone si interrompe lasciando spazio a Riot, brano che XXXTentacion aveva già pubblicato sul profilo SoundCloud. Si tratta di un pezzo inneggiante alla rivolta degli afroamericani oppressi, pertanto mentre la canzone scorre, le immagini mostrano Onfroy e altri due individui impiccati, alternando riprese rievocanti vicende di cronaca relazionate alla repressione afroamericana. Episodio shockante, che ha scosso l’opinione pubblica, è la scena in cui vengono poi mostrati Onfroy e due bambini, di etnie diverse, l’uno di fronte all’altro e divisi da un cappio. Il rapper invita il bambino caucasico a indossare il cappio, impiccandolo. Nell’epilogo vediamo XXXTentacion leggere sul suo smartphone un discorso atto a sensibilizzare le nuove generazioni.

Rkomi, il ragazzo della Zona 4 di Calvairate, è finalmente uscito con il suo album di debutto, l’atteso Io In Terra, lo scorso 8 settembre. Qui, il primo singolo Mai Più, diretto da Edoardo Bolli e Lorenzo Casadio, racconta visivamente una lunga risalita, una letterale emersione, dalle acque gelate di un lago, facendosi accompagnare dal suo Io incappucciato in motorino, fino ai tetti di un palazzo, per guardare tutto dall’alto. Si passa ad atmosfere che ricordano Venetian Snares, con beat drum’n’bass, 2 step garage e jungle grazie a White Gum di Iglooghost, moniker del producer irlandese Seamus Malliagh. White Gum è un brano presente nel suo lavoro Neō Wax Bloom, album – ambientato in un mondo immaginario denominato Mamu, che entra nel caos quando lo colpiscono due giganti provenienti dallo spazio – previsto per il 29 settembre prossimo via Brainfeeder. Una corsa nel bosco di notte e sdraiarsi in un prato a prendere la luce della luna vestito da modello di Jean Paul Gaultier è quello che Martial Canterel ci mostra nel suo Giving Up. Gli amanti del tono di voce di Morrissey (o anche degli OMD) combinato al synth potranno trovare interessante il suo album Lost At Sea, fuori ora per DAIS. Il produttore inglese Visionist ha annunciato per il 20 ottobre Value, seguito di Safe (qui recensito da Edoardo Bridda) dopo aver firmato con la label Big Dada, del quale si può ascoltare un’anticipazione grazie a No Idols. Value espone ed esplora temi opposti come il machismo e l’effeminatezza, l’amore e l’odio per se stessi, combinati all’elettronica ansiogena che contraddistingue il lavoro del producer.

Seconda tappa della playlist in Italia, stavolta a Vicenza, per la novità dei Regarde, che nel video di Patterns regalano un assaggio del sound internazionale che caratterizzerà il debut album Leavers. Il disco uscirà il mese prossimo in vinile per Wiretrap ed Epidemic Records, e in cassetta e digitale per V4V Records; una produzione a cui ha lavorato anche Jay Mass, già membro dei Defeater e collaboratore di Title Fight e Citizen. Il video è stato diretto da Marco Donazzan, in giro per Berlino. Seguiamo poi le tracce della Morte in persona nel video degli Iron Chic, punk rock da New York. Una presenza inquietante e grottesca, sbeffeggiata nel clip di My Best Friend (Is a Nihilist) dei registi Samuel Gursky e Doug Durrant. Il brano conta il featuring di Carly Comando degli Slingshot Dakota, ed è estratto dall’album You Can’t Stay Here, in uscita il 13 ottobre prossimo. Si va sul pesante in finale di playlist, iniziando da I. The Planet dei Norma Jean. La band della Georgia, che porta il vero nome di Marilyn Monroe, ha pubblicato in settimana il video ufficiale per la opening track di Polar Similar, uscito un anno fa via Solid State Records. Gli slow motion che caratterizzano le immagini della band durante alcuni live conferiscono ancora maggiore energia al loro post-hardcore. In chiusura non un video, ma un pezzo dei Celeste facente parte dell’album Infidèle(s), in uscita il 29 settembre via Denovali Records. Si tratta di Sombres Sont Tes Déboires, quarto nella tracklist di dieci brani, di cui finora era stata resa nota solo Cette Chute Brutale. Il sesto album della band di Lione è atteso a quattro anni di distanza da Animale(s), per fissare nuovamente lo standard dell’avant-garde black metal.

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