Il fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha dichiarato che non parteciperà al Lucca Comics & Games, perché l’edizione di quest’anno avrà, tra gli altri, il patrocinio dell’ambasciata israeliana in Italia. Una scelta, quella dell’artista di Strappare lungo i bordi, nata alla luce degli ultimi, tragici aggiornamenti dalla Striscia di Gaza.
Senza troppi giri di parole: Purtroppo il patrocinio dell’ambasciata israeliana su Lucca Comics per me rappresenta un problema. In questo momento in cui a Gaza sono incastrate due milioni di persone che non sanno nemmeno se saranno vive il giorno dopo, dopo oltre 6000 morti civili, uomini donne e bambini affamati e ridotti allo stremo in attesa del prossimo bombardamento o di un’invasione di terra, mentre politici sbraitano in TV che a Gaza non esistono civili e che Gaza dev’essere distrutta, mentre anche le Nazioni Unite chiedono un cessate il fuoco – il minimo davvero – che viene sprezzantemente rifiutato, per me venire a festeggiare li dentro rappresenta un corto circuito che non riesco a gestire
Zerocalcare via Instagram
Il patrocinio, concesso molti mesi fa, non prevede uno stanziamento di fondi da parte di Israele. “Lo so che quello sul manifesto è solo un simbolo – ha continuato a spiegare il fumettista – ma quel simbolo per molte persone a me care rappresenta in questo momento la paura di non vedere il sole sorgere domattina, le macerie sotto cui sono sepolti i propri cari, la minaccia di morire intrappolati in quel carcere a cielo aperto dove tanti ragazzi e ragazze sono nati e cresciuti senza essere mai potuti uscire”.
Zerocalcare è da tempo vicino alla causa palestinese. Nel suo lungo discorso ha poi sottolineato che la sua assenza non è una contestazione a Asaf e Tomer Hanuka, fumettisti israeliani che hanno disegnato la locandina dell’edizione 2023 del Lucca Comics. L’artista ha poi parlato delle persone a lui care che ha conosciuto durante i suoi viaggi in Palestina: “Quando mi chiedono com’è possibile che una manifestazione culturale di questa importanza non si interroghi sull’opportunità di collaborare con la rappresentanza di un governo che sta perpetrando crimini di guerra in spregio del diritto internazionale, io onestamente non riesco a fornire una spiegazione”.
Dal canto suo, l’organizzazione della Fiera del fumetto ha scritto via social di rispettare “le opinioni di tutti” e di avere l’ambizione di essere “un luogo dove è possibile stare insieme nelle differenze”. Tuttavia, pur avendo “riflettuto molto sulla possibilità di rinunciare al patrocinio”, il Lucca Comics ha ritenuto che sarebbe stato “un atto poco responsabile”.