Jónsi, foto per la stampa (2020)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Theo Parrish, Kurt Vile, Blood Orange, Samuele Bersani, Róisín Murphy, Jónsi e altri

Nel weekend che segna il ventennale di Kid A e il venticinquennale di (What's the Story) Morning Glory?, il weekend discografico dedicato alle nuove uscite si difende bene e ci offre una manciata di buone uscite, soprattutto in ambito d'eccellenza dance.

Nel weekend che segna il ventennale di Kid A e il venticinquennale di (What’s the Story) Morning Glory? – celebrati su queste pagine con recensioni, articoli, e ancora recensioni – il weekend discografico dedicato alle nuove uscite si difende bene e ci offre una manciata di buone uscite, soprattutto in ambito d’eccellenza dance.

C’è Theo Parrish che gioca da anni un campionato a parte nel mondo house. Il suo Wuddaji comprende alcuni cervellotici nonché stimolanti strumentali, ma offre soprattutto una manciata di tracce deep house da rasentare la perfezione. Il piglio è jazz e si sposa meravigliosamente con la coralità degli arrangiamenti e sul lato della programmazione del ritmo, eterodossa come non mai (recensione di Lorenzo Montefinese in arrivo). Ma poi che disco ha fatto Róisín Murphy? La sua house macchiata di disco e pop ispirata da un mondo che non sarà più lo stesso dopo la pandemia è incredibilmente mordace, vivo, macchinico e sensuale. In una parola Róisín Machine. In una recensione, questo link.

Il rimando è alla recensione di Marco Braggion che ha curato anche quella relativa al ritorno dei Groove Armada. E il duo, a un bel po’ di anni d’assenza dalle scene, se la cava benone. Edge of the Horizon ne conferma l’abilità nel fondere dance e istanze live. E sempre in area disco, da queste parti, e tra i numerosi feat, troviamo quella piccola grande leggenda (osannata dai Daft Punk) che è Todd Edwards nella discreta Lover 4 Now.

Rimanendo in area elettronica, da segnalare c’è il validissimo ritorno di Loraine James sulla Hyperdub con Nothing, che questa volta si è avvalsa di una serie di ospiti canori tra cui Jonnine Standish dei HTRK. E di Alexandra Drewchin, in arte Eartheater, che in Phoenix: Flames Are Dew Upon My Skin esplora invero un taglio maggiormente acustico dettato dal riavvicinamento a uno dei suo primi amori, la chitarra. Un disco il suo a cavallo tra un pop-folk di matrice sinfonica e le sperimentazioni elettroniche che l’hanno accompagnata nell’ultimo lustro. Assolutamente consigliato, come ci dice Giuseppe Zevolli in sede di recensione.

Spostandoci su territori guitar driven segnaliamo una preziosa raccolta degli Women con inediti, rarità introvabili e altre 5 perle della band (Rarities 2007-2010) ma anche Love-Lore, l’ennesima matta uscita firmata Deerhoof. Da queste parti la band si diverte a rivedere e stravolgere composizioni di Ornette Coleman, Gary Numan, Police, Kraftwerk, John Williams, Ennio Morricone, B-52s, Dionne Warwick (e chi più ne ha più ne metta) in un funambolico medley di 43 brani per 35 minuti di spericolatezze musicali. L’ironia è di casa naturalmente e tra le “cover” c’è persino la sigla di Knight Rider, ovvero la Supercar guidata da un giovane David Hasselhoff nei panni di Michael Knight.

Viceversa chi si presenta serio e compunto e, nel caso specifico, ai blocchi di partenza di una carriera solista è Corey Taylor, frontman di Slipknot e Stone Sour. Il suo debut CMFT ce lo restituisce hard rocker “sudista retro-progressista” tra slanci pop punk, hair metal (in Meine Lux sembra di sentire i Mötley Crüe con Jon Bon Jovi ai cori) e rap tanto al chilo, il tutto prodotto prestando attenzione alle FM californiane e, in particolare, losangeline (e ok pure quelle del New Jersey).

Per quanto riguarda il folk, questo fine settimana segna il ritorno di Kurt Vile con un EP intitolato Speed, Sound, Lonely KV di cui si è già occupato su queste pagine Marco Boscolo. La particolarità sta nella cover di How Lucky in duetto con il suo autore, il compianto John Prine. Mentre alla voce sonorizzazioni e re-immaginazioni di colonne sonore di film c’è The Lodger del compositore texano Graham Reynolds. Un’intesa unione di archi, elettronica, pianoforte che si sposa perfettamente con l’omonimo muto diretto da Alfred Hitchcock.

Guardando in casa nostra, segnaliamo l’ottimo ritorno di Samuele Bersani, che ci invita a entrare in punta di piedi nel suo Cinema Samuele, canzoniere con tutti gli ingredienti noti del suo tipico stile stralunato, innamorato della ricerca testuale, un cantautorato che ignora fieramente tutte le drive modaiole di certo pop italico contemporaneo per seguire una strada personale e più ispirata delle uscite precedenti. Inguaribilmente romantico.

Sull’indie abbiamo una ristampa preziosa, ovvero quella dell’omonimo esordio discografico dei Rilo Kiley, band capitanata da Jenny Lewis poi avviatasi alla carriera solista, lato art pop abbiamo gli Hello Forever di Whatever It Is di cui si è occupato Fernando Rennis, mentre l’uscita tra post-punk e brit synthpop della settimana porta il nome dei Working Men’s Club che dopo qualche posticipo pubblicano l’album di debutto omonimo.

Last but not least abbiamo un rinnovato Jónsi che in Shiver da una parte si collega all’ultimo lavoro dei Sigur Rós più scuro e ritmico, mentre dall’altra punta a slanci pop anche grazie alle prestigiose collaborazioni: Elizabeth Fraser (nientemeno) e Robyn (recensione di Elena Raugei).

Altre pubblicazioni del weekend: BLACKPINK (The Album), Dj Plead (Going For It EP), Parris (Terrapin EP), Rian Treanor (File Under Uk Metaplasm), Legowelt (Unconditional Contours), Queen + Adam Lambert (Live Around the World), arriva in streaming Roger Waters (Us + Them).

Singoli: Gorillaz (The Pink Phantom), Blackpink & Cardi B (Bet You Wanna), Kali Uchis (La Luz), Jorja Smith & Popcaan (Come Over), Jimmy Edgar con il doppio singolo Metal (feat. Sophie) e Get Up (Danny Brown), Joni Mitchell (Day After Day), Neil Young (Falling from Above, Live), Sinead O’Connor (Trobule of the World), The Zen Circus (Appesi alla luna), Lucia Manca (Ricorderai).

Per il dettaglio completo sulle uscite del WE – videoclip compresi – vi rimandiamo alla sezione weekly.

Tracklist

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