In un lampo, Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, ha scritto una pagina storica nella musica italiana. Per il suo raduno Ultimo 2026 – La favola per sempre, previsto il 4 luglio 2026 a Tor Vergata, sono stati venduti 250 mila biglietti, il maggior numero mai registrato in Italia per un concerto di un singolo artista, esclusi i festival.
Il precedente primato apparteneva a Vasco Rossi, che nel 2017 con Modena Park aveva raccolto 225 mila spettatori paganti.
Sul piano internazionale – leggiamo su RS Italia – il record mondiale resta saldamente nelle mani del controverso cantante nazionalista croato Marko Perković Thompson, che lo scorso 5 luglio ha radunato all’Ippodromo di Zagabria 485 mila persone per il suo spettacolo patriottico, con il management che parla di 504 mila presenze.
Il successo di Ultimo
Moriconi, il cui ultimo album Altrove è uscito a sorpresa lo scorso anno insieme al suo secondo tour negli stadi, deve il suo successo a una formula che abbiamo definito “fuori dal tempo e fuori tempo massimo”. La scrittura, priva di parolieri, è indubbiamente riconoscibile, ma se da una parte si rifà a un melodramma che ricorda Massimo Ranieri, dall’altra i temi — l’amore su tutti — risultano spesso didascalici e stereotipati, e lo spessore è quello di un teen drama Netflix.
Un prodotto confezionato su misura per un pubblico giovane e giovanissimo che nel calore del grande live trova una catarsi ideale per accendere — e spegnere — i primi amori e le relative delusioni. Ma Ultimo, dati alla mano, è diventato un fenomeno nazionalpopolare: accanto ai figli ci sono i genitori, e in mezzo un’Italia affamata di live, di eventi che più che musica sono esperienze condivise.