Da quando è stato inserito nella colonna sonora di Stranger Things 4, il singolo del 1985 di Kate Bush, Running Up That Hill, sta divorando ogni tipo di record. La sequenza in cui Max cerca di sopravvivere a Vecna ha spinto il brano in vetta alla Billboard Global 200 music chart, come anche in testa alla classifica singoli di iTunes e al primo posto della classifica dei singoli britannica.
Successo bissato poco dopo anche dagli oltre 100 milioni di visualizzazioni su YouTube dello storico videoclip della canzone, in cui la Nostra e il ballerino Michael Hervieu danzano indossando delle hakama giapponesi. Non sorprende dunque che molti artisti abbiano recentemente coverizzato il brano: i Placebo, che da vent’anni lo eseguono ai loro show, lo hanno riproposto durante il concerto dello scorso 29 giugno a Mantova, Halsey l’ha inserito nel set tenuto al Governors Ball Festival di New York a giugno.
In quello stesso mese, Running Up That Hill è stato suonato dal vivo anche da Tori Amos, che a dire il vero lo aveva più volte proposto live negli ultimi 25 anni. Durante il recente tour estivo, l’autrice di Under The Pink ha agganciato la canzone al finale del suo singolo del 1999, Bliss.
Come confermato da Rob Jonas, CEO di Luminate Data, il successo di Running Up The Hill non riguarda solo i record di ascolti ma anche di guadagni. Sulle nostre pagine potete inoltre leggere la recensione classic di Hounds of Love, ovvero l’album da cui è tratto il succitato singolo, curata da Andrea Soncini, come anche le critiche dei dischi The Other Sides, Before The Dawn, 50 Words For Snow e Director’s Cut. Su SA potete inoltre recuperare un raro live di Kate Bush apparso recentemente in rete e tenuto dall’artista all’Hammersmith Odeon come parte dell’unico tour in carriera, The Tour of Life del 1979.
L’ultima fatica in studio di Tori Amos è l’album Ocean to Ocean del 2021. Tra i numerosi ascolti e le recensioni della sua discografia che trovate su SA, potete recuperare la recensione di Native Invader del 2017, curata da Marco Boscolo, come anche quella classic del sopracitato Under The Pink (1994), firmata da Francesco Locane. Non ultimo sulle nostre pagine trovate uno speciale dedicato a Running Up The Hill di Tony D’onghia.
