The Twilight Sad
The Twilight Sad, foto di Kidston Raymonde (2025)

The Twilight Sad. Il nuovo singolo con Robert Smith e il tour 2026 con date italiane

Un racconto autobiografico tra dolore, amore e malattia mentale

Attualmente impegnati nella finalizzazione del nuovo album in uscita nel 2026, i Twilight Sad pubblicano un nuovo singolo con il contributo di quello che è da sempre il loro fan più affezionato, Robert Smith. Il brano, incentrato sull’attesa di una telefonata che nessuno vorrebbe mai ricevere, si muove su coordinate techno pop venate di noise e wave, tracciando una linea di continuità con It Won/t Be Like This All the Time e trovando affinità con le più recenti derive elettroniche degli Arab Strap.

Waiting For The Phone Call parla di dolore, amore e malattia mentale. Queste cose hanno preso il sopravvento sulla mia vita e mi sono ammalato. Ho perso la persona più importante per me nel modo più crudele possibile. Ho sempre usato la scrittura come metodo per elaborare e affrontare le mie emozioni, ma sono diventate un problema e non riuscivo a controllarle. Scrivere musica con Andy… soprattutto negli ultimi sette anni è stata sia una via di fuga che un’opportunità per elaborare e cercare di dare un senso alla vita. Tutti noi abbiamo aspettato una telefonata che potesse cambiare la nostra vita. Purtroppo questa canzone parla di una telefonata che nessuno vorrebbe mai ricevere
James Graham

Assieme al singolo la band ha annunciato un tour nel Regno Unito e in Europa con un’unica data in Italia il 12 aprile al Legend Club di Milano. Seguiranno tappe di supporto ai Cure a giugno e luglio.

Dai loro inizi come gruppo di compagni di scuola uniti dalla passione per la musica, i Twilight Sad hanno costruito negli anni un percorso coerente e riconoscibile attraverso cinque album in studio. Il debutto Fourteen Autumns and Fifteen Winters (2007) nasce dal folto sottobosco scozzese di Glasgow e affonda le radici nell’indie folk, intrecciando però le tipiche tonalità cupe e malinconiche della scena Chemikal Underground. Come gli Arab Strap fanno dell’accento locale un segno distintivo, dai De Rosa mutuano la matrice folk celtica, dai Mogwai l’impatto dei muri sonori e dagli Aereogramme la tensione epica e lirica. A renderli unici è la forte impronta shoegaze che avvolge il loro suono – acustico in origine, ma presto saturato da distorsioni, echi e riverberi – e una scrittura ampia, enfatica e già sorprendentemente matura fin dall’esordio. L’ultimo lavoro, It Won’t Be Like This All the Time, risale invece al 2019 e introduce synth analogici, drum machine e basi elettroniche.

Tracklist

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