Continuano le indiscrezioni sul nuovo album dei Cure, in lavorazione da un paio d’anni almeno. Alle dichiarazioni di Roger O’Donnell di un paio di mesi fa (che parlava di un «disco intenso, drammatico ed emozionante»), fanno eco quelle del frontman Robert Smith, avvistato in queste ore come featurer del nuovo singolo dei Gorillaz, e intervistato alla radio britannica BBC Radio 6 Music. Smith afferma che il lockdown gli ha fatto bene: è riuscito a completare il nuovo album dei Cure, il suo progetto solista e il documentario sulla vita della band. O perlomeno, gran parte di tutto ciò.
Lo scorso anno il piano era quello di finire l’album che avevamo iniziato a registrare lo scorso anno, completare il mio disco solista e digitalizzare decenni di materiali per portare a termine il film sulla band con Tim Pope. Il lockdown ci ha fatto bene, non ho avuto distrazioni. Sono riuscito a completare un bel po’ di quello che avevo pianificato
Robert Smith
In precedenza il cantante aveva descritto il nuovo disco dei Cure come un lavoro veramente «dark» e «assolutamente intenso», mentre per quanto riguarda il film documentario di Pope questo era già nei piani di regista e band dal 2017. Ricordiamo che l’anno scorso la band è stata in tour con numerose date, inclusa la presenza come headliner al Glastonbury 2019 (quarta volta per i Cure sullo storico Pyramid Stage), mentre in Italia l’unico live si è svolto alla Visarno Arena di Firenze (su SA trovate il resoconto della serata del 16 giugno).
Nel frattempo è uscito The Cure Anniversary 1978-2018 ma anche 40 LIVE – CURÆTION-25 + ANNIVERSARY, il boxset / film concerto che contiene le riprese di due live celebrativi della formazione britannica. Ricordiamo infine che i Cure l’anno scorso hanno anche festeggiato il trentennale di Disintegration con cinque concerti tenuti a Sydney a fine maggio, l’ultimo dei quali è stato trasmesso in diretta streaming mondiale. Su SA trovate le recensioni di 4.13 Dream, Disintegration, Pornography, 17 Seconds e The Cure.