Perry Archangelo Bamonte
Perry Archangelo Bamonte, foto dal sito ufficiale dei Cure

The Cure. È morto Perry Bamonte: aveva 65 anni

Chitarrista e tastierista storico della band, aveva partecipato ai tour più recenti dopo il rientro nel 2022. L’annuncio ufficiale sul sito del gruppo.

Perry Bamonte, chitarrista e tastierista dei The Cure, è morto all’età di 65 anni. La notizia è stata diffusa il 26 dicembre attraverso un comunicato pubblicato sul sito ufficiale della band, che ne ha annunciato la scomparsa “dopo una breve malattia, a casa, durante il periodo natalizio”.

Nel messaggio di commiato, Robert Smith e soci ricordano Bamonte come un “grande amico e compagno di band”, sottolineandone il ruolo centrale nella storia del gruppo: “Silenzioso, intenso, intuitivo, costante e immensamente creativo, ‘Teddy’ è stato una parte vitale e dal cuore caldo della storia dei Cure. I nostri pensieri e le nostre condoglianze vanno alla sua famiglia. Ci mancherà enormemente”.

Gli inizi, l’ingresso ufficiale nei Cure

Nato a Londra il 3 settembre 1960 con il nome di Perry Archangelo Bamonte, entrò nell’orbita dei Cure nel 1984 come membro della road crew, dopo la nomina del fratello Daryl a tour manager della band. In breve tempo divenne tecnico di chitarra e assistente personale di Robert Smith, consolidando un rapporto di fiducia che avrebbe segnato la sua carriera.

Come ricordiamo nel nostro monografico, nel 1990, in seguito all’uscita di Roger O’Donnell, Perry Bamonte – entrato nell’entourage dei Cure nel 1984 – venne promosso a membro effettivo della band. Il suo ingresso nella road crew avvenne proprio dopo la nomina del fratello Daryl a tour manager del gruppo, ruolo assunto nello stesso anno dopo precedenti esperienze nell’entourage dei Depeche Mode. In seguito Bamonte divenne anche tecnico delle chitarre e assistente personale di Robert Smith. All’interno della formazione si occupò quindi di chitarra e tastiere – strumento che, secondo diverse ricostruzioni, avrebbe imparato anche grazie alle lezioni di Janet Smith, sorella di Robert – oltre a basso a sei corde e percussioni in alcune occasioni.

La sua presenza è documentata in una serie di album fondamentali della fase matura del gruppo, da Wish (1992) a Bloodflowers (2000), prima dell’allontanamento nel 2005. Negli anni successivi prese parte al progetto Love Amongst Ruin, insieme a musicisti legati ai Placebo e alla band di Julian Cope.

Il ritorno nei Cure

Il riavvicinamento ai Cure avvenne in occasione dell’ingresso del gruppo nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2019, preludio al rientro ufficiale nel 2022. Da quel momento Bamonte ha partecipato all’intero tour Shows Of A Lost World, compresa la recente data londinese al Troxy del novembre 2024, successivamente immortalata nel film concerto The Show Of A Lost World.

Non aveva invece preso parte alle registrazioni dell’ultimo album Songs Of A Lost World, completato prima del suo ritorno in formazione. Bamonte era atteso anche per la prossima tornata di concerti europei dei Cure nel 2026, con date nel Regno Unito e nei principali festival continentali.

Lo stile e l’impatto musicale

Con la sua scomparsa se ne va una figura chiave nella transizione dei Cure verso gli anni Novanta. In una scena che offriva nuove suggestioni chitarristiche – basti pensare a My Bloody Valentine, Ride e Slowdive – Bamonte seppe aggiornare il suono della band, integrandone l’estetica senza snaturarne l’identità. Il suo stile si caratterizzava per arpeggi delicati e tessiture stratificate, capaci di fondere melodie atmosferiche e fraseggi più nervosi, creando profondità e tensione senza mai sovrastare le linee vocali di Smith. Significativo il suo contributo a Wish, decisivo invece quello offerto in Bloodflowers, dove il suo lavoro contribuì in modo sostanziale alla definizione del clima emotivo e sonoro del disco.

Tracklist

Ti potrebbe interessare