Come era prevedibile, i Tame Impala hanno annunciato per il 26 maggio una riedizione deluxe di Lonerism in concomitanza con i dieci anni dall’uscita del disco considerato da molti il punto più alto della carriera di Kevin Parker.
La notizia era nell’aria, dato che nella scorsa edizione del festival Desert Daze la band aveva eseguito per la prima volta l’album nella sua interezza, presentando dal vivo anche brani come Sun’s Coming Up e She Just Won’t Believe Me. Inoltre, la one-man band australiana aveva già celebrato il decimo anniversario di Innerspeaker con una performance ad hoc e la pubblicazione di un cofanetto contente demo e rarità risalenti al periodo in cui il leader della band si isolava dal resto del mondo in una villa affacciata sull’Oceano Indiano per comporre alcuni dei brani neo-psichedelici più iconici degli ultimi anni. In più, Parker è solito espandere i propri album con delle edizioni speciali contenenti brani veri e propri che non sono stati inclusi nelle tracklist originali: era già accaduto sia per Currents che, l’anno scorso, per The Slow Rush.
Nella riedizione deluxe di Lonerism saranno presenti tre dischi in vinile: i primi due conterranno le dodici canzoni del celebre album, mentre l’ultimo presenterà demo e bozze sonore registrate tra l’Australia e Parigi (dove Parker ha vissuto durante le registrazioni del disco assieme a Melody Echo Chamber). Si conoscono i titoli delle due demo attesissime dai fan desiderosi di entrare nella mente del polistrumentista di Perth: si chiameranno Retina Show e Sidetracked Soundtrack. Oltre alla nuova veste grafica e ai tre vinili, l’edizione comprende anche un booklet di 24 pagine.
I fan più accaniti sono rimasti delusi dall’esclusione dal cofanetto dei b-side Beverly Laurel e Led Zeppelin, due dei brani più amati di quell’era dei Tame Impala e disponibili su vinile solamente nell’edizione limitata del disco uscita più di dieci anni fa.
L’ultimo lavoro dei Tame Impala, The Slow Rush, risale al 2020. Su SA la recensione è di Fernando Rennis, mentre Diego Ballani si è occupato dell’approfondimento di carriera dedicato alla formazione. La recensione di Lonerism, risalente al 2012, invece, è stata curata da Riccardo Zagaglia.
