Freschi di vittoria del primo Grammy della carriera per The New Abnormal – che si è aggiudicato il Best Rock Album – gli Strokes si sono pronunciati – via Rolling Stone – sull’annosa e ricorrente questione della morte del rock. La band mette innanzitutto le mani avanti: lo considera ancora vivo e vegeto eppure ha manifestato il proprio disappunto a proposito di certe annose modalità nel riproporlo. Detto semplice: basta col blues rock degli anni Sessanta e Settanta dei Led Zeppelin e Cream e basta con le riproposizioni della tradizione di rock influenzata dal blues riproposta oggi da band come Greta Van Fleet.
Dire che una cosa è morta significa in primo luogo che è la tua immaginazione a esserlo. C’è spazio per tanti generi musicali, ma per favore basta con il blues rock. Si possono fare ancora tante cose e nei modi più disparati. Puoi giocare con la tonalità, l’intonazione, con gli stili di canto… Puoi cantare una canzone araba con una base country o viceversa. Tante sono le strade ancora percorribili. Tutto fuorché qualcosa che è stato fatto e rifatto migliaia di volte… …il rock ‘n’ roll non dovrebbe più esser fatto in quella maniera. Non ne abbiamo bisogno
Julian Casablancas
Detto ciò, Albert Hammond Jr pensa che non spetti agli Strokes consigliare, individuare o dare una direzione possibile al rock. Non importa quali saranno le strade, basta che ce ne siano e che vi siano “new kids on the block”, ovvero nuove leve, a volerle percorrerle.
Riguardo alla band capitanata da Julian Casablancas , sulle nostre pagine potete recuperare le recensioni della discografia compresa quella del sopracitato The New Abnormal, firmata da Fernando Rennis.
