In concomitanza con la pubblicazione, in versione “definitiva”, del classico Power, Corruption & Lies, i membri dei New Order hanno voluto condividere i loro ricordi con i fan. In particolare, in una recente intervista concessa da Steve Morris al britannico NME, il batterista si è esposto in una intrigante congettura a proposito di una possibile evoluzione sonora dei mai troppo compianti Joy Division, nel caso la tragica perdita del frontman Ian Curtis non ne avesse troncato troppo presto la carriera.
Eravamo grandi fan dei Kraftwerk e più in generale di musica elettronica. Se i Joy Division avessero continuato, avremmo usato molti più strumenti elettronici, ma probabilmente, in una direzione simile a quella dei Radiohead, più che in quella più prettamente legata alla dance. Ne avremmo fatto un uso atmosferico ed allo stesso tempo ritmico. Qualcosa simile a Kid A
Steve Morris
A sottolineare inoltre la grande importanza che i New Order, e soprattutto la loro tastierista Gillian Gilbert, hanno esercitato per la formazione dei musicisti che stanno emergendo con prepotenza in questo inizio di decennio, la gallese Kelly Lee Owens – autrice del riuscito e acclamato Inner Song – ha dichiarato:
Parlando da donna e musicista, avere Gillian nel ruolo di regina dei synth è stata una cosa tremendamente eccitante. Fino a quando non vedi come una cosa sia concretamente realizzabile, non credi che sia possibile farla in realtà. Per cui vedere una donna fare parte di quel tipo di band, ed avere un ruolo così importante al suo interno, è stato di grande ispirazione per me. Il ruolo delle donne nella musica viene spesso sottovalutato, o semplicemente ignorato
Kelly Lee Owens
Alle affermazioni della Owens hanno fatto eco quelle della stessa Gillian, che ha elaborato:
È strano, in genere non si va a pensare come il proprio lavoro possa entrare a far parte della “storia”, o come possa diventare un influenza artistica per altri. Curiosamente, quando sono entrata a far parte dei New Order, nessuno se lo aspettava. Pensavano fossi una cantante. Le cose sono cominciate ad andare meglio negli anni ’90, ma per esempio negli ’80, durante uno shooting fotografico in Giappone, fu perfino scioccante, nessuno mi voleva parlare (…) È così che trattavano le donne a quei tempi. La maggior parte del tempo me ne stavo in disparte, come fossi tappezzeria. E tuttavia, ci è sempre sembrato qualcosa di speciale, perché non c’erano molte donne che suonavano le tastiere a quei tempi, o un qualsiasi strumento in generale. Vedendo una band come la nostra, ne avrebbero potuto forse trarre ispirazione
Gillian Gilbert