Il triplo appuntamento con i Tuxedomoon a Bologna è ormai imminente. Il 2, 3 e 4 aprile, all’interno dell’evento realizzato da Laminarie/DOM la Cupola del Pilastro, con il contributo del Comune di Bologna e in collaborazione con Materiali Sonori, la fondamentale post-punk band californiana si esibirà live per tre concerti, di cui uno in anteprima europea con l’esecuzione di una soundtrack realizzata in accompagnamento alle immagini inedite del regista bolognese Roberto Nanni, che ha voluto interpretare il romanzo di Xavier De Maistre intitolato “Voyage autour de ma chambre”.
Questa rubrica, che ha portato sulle nostre pagine coreografi, giornalisti, editori e curatori, si avvia pertanto verso il termine, ma non senza sorprese. I protagonisti di questa puntata sono Chiara Belliti (editor e traduttrice), Pierfrancesco Pacoda (giornalista) e il nostro Stefano Solventi, che ha recensito il classico Half Mute, album particolarmente importante e significativo dato che fu proprio questo disco che, trentaquattro anni fa, i Tuxedomoon suonarono per la prima volta al Teatro Antoniano di Bologna stringendo da allora un rapporto privilegiato con il capoluogo emiliano.

Pierfrancesco Pacoda (giornalista)
“Un gruppo in frac sotto la luna. Visioni senza luogo dagli anni ’80: una scheggia indefinibile profondamente intrisa di quella psichedelica che, sin dalla ‘summer of love’ riempie l’aria di San Francisco. E un suono di inarrivabile romanticismo e di oscura malinconia. Desire un capolavoro che ha accompagnato i miei primi anni di aspirante giornalista musicale”.

Chiara Belliti (editor e traduttrice)
“Molti anni fa ho preso un Intercity Firenze-Bruxelles
venti ore di viaggio
portavo un demo per i Tuxedomoon
noi eravamo i Minox di Pistoia
loro il nostro sogno
Steven è diventato mio fratello
Desire la colonna sonora della mia vita”
