Dopo oltre due decenni di silenzio, Soon-Yi Previn ha concesso una lunga intervista a Vulture in cui ha preso strenuamente le difese del marito, Woody Allen, in seguito anche alla rinnovata denuncia pubblica di Dylan Farrow, la quale ha nuovamente accusato il patrigno e regista newyorkese di abusi sessuali all’epoca in cui era ancora una bambina. Le accuse, da cui Allen è sempre uscito a testa alta, scagionato anche da due diversi tribunali all’epoca dell’esplosione dello scandalo nel 1992, sono state amplificate ulteriormente dal movimento #MeToo e hanno portato alla cancellazione del film A Rainy Day in New York, già completato e inizialmente previsto per la distribuzione con Amazon Studios (che si è cautelata rimuovendolo dal suo listino).
Nel lungo articolo, Soon-Yi descrive Mia Farrow come una persona cattiva e poco amorevole, la definisce «violenta» e difende il marito da tutte le accuse che gli sono state lanciate contro: «Ciò che è accaduto a Woody è sconvolgente e molto ingiusto. Mia ha approfittato del movimento #MeToo per fare apparire Dylan come una vittima». Soon-Yi smentisce categoricamente anche le parole di Ronan Farrow, figlio biologico di Allen, che si era schierato dalla parte della madre rilanciando le violenze del regista sulla sorella (che all’epoca dei fatti aveva solo 5 anni); c’è da dire che a smentire Ronan c’è anche Moses Farrow, altro figlio adottivo della coppia, che invece sta dalla parte di Allen, asserendo: «Il vero mostro è mia madre Mia».
La 47enne Soon-Yi continua citando episodi della sua infanzia, come il primo incontro con l’attrice in un orfanotrofio in Corea del Sud: «Ricordo lei che venne verso di me per darmi un abbraccio. Sono lì in piedi, rigida, e pensai: “chi è questa donna?”. Non percepivo la cosa come vera o sincera». «Non mi ero mai fatta un bagno da sola, perché all’orfanotrofio c’era una grossa vasca in cui entravamo tutti insieme. Lì sarei dovuta entrare da sola e avevo paura dell’acqua. Ma invece che fare ciò che si dovrebbe fare con un bambino, magari entrare nell’acqua, mettere dei giocattoli, infilare il braccio per dimostrare che va tutto bene, che non c’è pericolo, Mia mi lanciò dentro».
Quando la piccola Soon-Yi andò a vivere a casa della Farrow, quest’ultima era sposata con il compositore André Previn, che viene ricordato dalla figlia adottiva come a una sincera figura paterna, tanto da averne mantenuto il cognome. Quando la loro storia finì, nel 1980 subentrò Allen e inizialmente i rapporti non erano dei migliori: «Lo odiavo perché se stava con mia madre, una persona cattiva, doveva per forza essere cattivo anche lui». Il regista tuttavia si dimostrò subito una persona gentile, tanto che la Previn afferma nell’articolo: «nessuno lo era mai stato con me». Nel 1992, la Farrow trovò alcune foto in cui la figlia adottiva era nuda, lasciate per sbaglio da Allen sulla mensola del camino e il resto è noto a tutti: «Mi buttò fuori di casa e tagliò i miei fondi per il college».
I commenti, via social, degli interessati non sono tardati ad arrivare: con Ronan ancora dalla parte di Mia Farrow («Amiamo e siamo al fianco di nostra mamma, che è sempre stata premurosa e generosa») e Dylan della stessa opinione: «Grazie a lei sono cresciuta in una casa meravigliosa». Per leggere l’articolo nella sua interezza vi rimandiamo al sito di Vulture.
https://twitter.com/RonanFarrow/status/1041504876621000704
I'm grateful to my siblings for standing by me and my mother. Statement from Matthew Previn, Sascha Previn, Fletcher Previn, Daisy Previn, Ronan Farrow, Isaiah Farrow, and Quincy Farrow: pic.twitter.com/aBjWFUJjdH
— Dylan Farrow (@RealDylanFarrow) September 17, 2018