Gli Slowdive arrivano in Italia per due date soldout (quella di Bologna già da settimane). L’album da promuovere è il secondo dalla reunion della band, everything is alive, un disco solido, almeno se non più del precedente, una prova che – e sono le parole della nostra recensione – tenta un ritorno ai fasti di quel primo e ormai lontano Just For A Day più di trent’anni dopo.
Lo splendido equilibrio tra wave e dream, 80s e 90s, riscontrato nel disco trova conferma all’Alcatraz di Milano nella prima delle due date previste di una tournée iniziata a metà gennaio dai Paesi Bassi.
Certi che la magia si ripeterà anche in quella prevista domani all’Estragon di Bologna, in questa sede qualche appunto e suggestione a partire da una scaletta praticamente identica a quella proposta negli show precedenti: quattro brani dall’ultima prova – Chained to a Cloud, Kisses, Shanty e Skin in the Game – cinque dall’immortale Souvlaki – 40 Days, Alison, Dagger, Souvlaki Space Station e When the Sun Hits – e tre dall’omonimo disco che ne ha segnato il ritorno nel 2017 – Slomo, Star Roving e Sugar for the Pill. Un solo brano dal debut ed è Catch the Breeze, e una sola, rodatissima, cover, quella di Golden Hair di Syd Barrett (da The Madcap Laughs) che il gruppo suona regolarmente in concerto (si contano ben 241 esecuzioni a partire da quella per le Peel Session ai Maida Vale Studios nel 1991).

Statistiche a parte, lo show degli Slowdive – e lo abbiamo notato fin dai primissimi live post-reunion (vedi Primavera Sound 2014) – è ipnotico, emozionante, ben calibrato, in alcuni momenti da lacrime agli occhi. È la magia di una band che durante gli anni di attività non aveva raccolto quanto avrebbe dovuto e che grazie alla reunion si è presa la sua giusta rivincita.
D’altro canto, più show si aggiungono alla lista e più gli spettacoli dei riformati Slowdive si fanno professionali e calibrati. La scaletta è praticamente quella di tutto il tour con minime varianti. Le pecche sono minime, c’è stato anche un imprevisto (durante kisses la band si ferma per un malore tra il pubblico, per poi decidere di rifare il pezzo daccapo) ma sono dettagli di uno show in cui la band costruisce e mantiene un crescendo di sospensione da sogno a occhi aperti e vaporosa beatitudine aggiungendo un pizzico di malinconia e momenti in cui lascia libero sfogo al suo beautiful noise nel senso più letterale. Delicato, e bello anche visivamente, con le luci e le immagini sullo schermo sempre molto attente a fare atmosfera.
Setlist (via setlist)
Shanty
Star Roving
Catch the Breeze
Skin in the Game
Crazy for You
Souvlaki Space Station
Chained to a Cloud
Slomo
Kisses
Alison
When the Sun Hits
40 Days
Bis
Sugar for the Pill
Dagger
Golden Hair (cover di Syd Barrett)
Su SA trovate sia uno speciale monografico sulla band, sia le recensioni di entrambi gli album che ne hanno segnato la reunion – Slowdive e everything is alive – entrambe firmate da Stefano Pifferi.
La formazione britannica è già tornata la scorsa estate a calcare i palchi internazionali con un tour che ha coperto Australia e Nuova Zelanda ma anche con date festivaliere come Glastonbury e il nostrano Ypsigrock 2023. Di seguito un fan video del recente show al La Cigale di Parigi.
