Degli NFT vi avevamo già parlato in un articolo dedicato. Essi rappresentano un bene reale che si abbina a e certifica opere o anche, come in questo caso, diritti d’autore. Siae e Algorand hanno comunicato il raggiuntamento di una prima tappa di un progetto più ampio, con il fine di tutelare i diritti degli autori tramite questo tipo di token basato su digital distributed ledger, in questo caso blockchain. Le due realtà hanno pertanto creato 4 milioni di NFT che corrispondono a altrettante opere relative a oltre 95.000 autori associati alla società di collecting, un registro pubblico decentralizzato e trasparente che li rappresenta dunque, nonché il primo mattone di un’infrastruttura open che li tuteli, leggiamo su LaStampa.
Garantire la tutela della creatività è da 139 anni la missione di Siae e questo progetto dimostra che il nostro obiettivo è continuare a garantirla per i prossimi 139 anni. Non siamo interessati a costruire infrastrutture tecnologiche dalle quali generare profitto, il nostro obiettivo è stato e sempre sarà quello di creare valore aggiunto per i nostri iscritti. Per questo possiamo permetterci di parlare di infrastrutture open e mettere a disposizione della comunità tutto il nostro know how. La tecnologia blockchain è sicuramente un filone interessante da continuare ad esplorare per le sue caratteristiche di trasparenza ed efficienza, fondamentali per chi, come noi, gestisce i proventi del duro lavoro di altri
Gaetano Blandini, Direttore Generale di Siae
Ci saranno importanti cambiamenti in futuro per quanto riguarda la gestione del diritto d’autore: «Siae ha dato vita a un progetto ambizioso», dichiara il professor Silvio Micali, vincitore del Premio Turing, professore del MIT e fondatore di Algorand. «È un’organizzazione lungimirante che aprirà nuove opportunità, andando a creare le basi per nuovi modelli economici. Sono entusiasta di averla come parte dell’ecosistema Algorand, confermando la scalabilità, l’efficienza e la sicurezza della blockchain di Algorand».