Nick Cave & Shane MacGowan. Stringersi la mano, “What a Wonderful World”
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Tony D'Onghia
- 16 Dicembre 2021
Scritta dal duo Bob Thiele (sotto lo pseudonimo di George Douglas) e David Weiss e pubblicata per la prima volta nel settembre del 1967 nell’interpretazione di Louis Armstrong, What a Wonderful World può vantare un numero imprecisato di reinterpretazioni e riletture tra i più disparati generi e stili, da Engelbert Humperdinck a Soap&Skin passando per i Flaming Lips, Joey Ramone, Barbra Streisand e Ziggy Marley, a indiscutibile testimonianza della sua universalità, ma poche tra queste possono vantare la stessa profonda umanità della quale è carica la versione cantata in coppia da Nick Cave e Shane MacGowan, conosciuto ai più nel ruolo di autore ed interprete di gran parte del repertorio degli irlandesi Pogues.
Stando alle biografie, Thiele e Weiss – due importanti autori di successi del più classico “songbook” statunitense – avevano composto il brano con in mente proprio il grande jazzista americano, prendendo ispirazione dalla sua popolarità, così ampia da riuscire nell’impresa di oltrepassare le apparentemente invalicabili barriere razziali di quell’epoca, e forse anche come reazione ad una turbolenta epoca in cui il movimento per i diritti civili degli afroamericani e la protesta contro l’intervento militare degli U.S.A. in Vietnam si incrociavano e facevano sentire chiara e forte la propria voce. Da qui il testo che trasmetteva senza mezzi termini un messaggio di ottimismo per il presente e speranza per il futuro, nonostante tutto.
Alla luce di questo, non sembra poi così campata in aria la scelta da parte del duo Cave-MacGowan (su iniziativa del primo, che mise anche a disposizione parte dell’organico dei suoi fidati Bad Seeds) di cimentarsi nell’interpretazione di questo classico.
Dio solo sa quando ho incontrato per la prima volta Shane. Lui se lo ricorda però, ha una incredibile memoria. Abbiamo passato molto tempo assieme. Molte notti, nel corso di molti anni. Siamo le uniche due persone in grado di tenerci testa l’un l’altra.
Nick Cave, Irish Times
Uscito nel novembre del 1992 e pensato ovviamente per approfittare del periodo natalizio, il singolo include anche una versione di Rainy Night In Soho, firmata da MacGowan e cantata da Cave, mentre quest’ultimo ricambia il favore lasciando che sia l’irlandese a reinterpretare Lucy, canzone che nel 1990 chiudeva l’album dei Bad Seeds The Good Son. I due carismatici songwriter non alterano più di tanto l’intenzione stilistica dell’originale ed anche il videoclip non cerca di impressionare lo spettatore con colpi di scena ed effetti speciali. Firmato da Angela Conway, che nelle vesti di regista ha anche curato veicoli promozionali per Smashing Pumpkins e Erasure, il filmato presenta un semplice sipario luccicante, evocando le atmosfere di un cabaret d’altri tempi e di bassa lega.
In primo piano i due cantanti, seduti uno a fianco all’altro. Apparentemente inebriato l’irlandese, intenso ed espressivo l’australiano, come ben lo conosciamo d’altronde. Il celebre verso «I see friends shaking hands saying how do you do / They’re really saying I love you» viene sottolineato da una stretta di mano leggermente esitante ed incerta mentre la copertina del singolo esibisce, in maniera inusuale forse, un Nick Cave proteso in avanti nell’atto di baciare su una guancia MacGowan. Tutto molto semplice, quasi casuale, ma forse proprio per questo ancora più significativo, a dimostrazione di quanto molto spesso tutto ciò di cui una buona canzone necessita sono una melodia classicamente fuori dal tempo ed un testo accessibile a tutti, con parole che esprimono in maniera diretta sentimenti universalmente comprensibili nella loro validità.
I hear babies crying, I watch them grow / They’ll learn much more than I’ll never know / And I think to myself what a wonderful world
L’amicizia tra i due giganti della musica contemporanea chiaramente non terminava il suo corso con questa collaborazione. In occasione delle celebrazioni per i sessanta anni di MacGowan, nato il 25 dicembre 1957 ma avvenute il 15 gennaio 2018 all’interno del National Concert Hall di Dublino, Cave vi presenziava assieme ad un folto numero di musicisti che nel corso degli anni avevano incrociato la loro carriera artistica con quella del festeggiato: tra questi Bono, Sinead O’Connor, Bobby Gillespie, Glen Matlock e perfino Johnny Depp, oltre ad alcuni membri degli stessi Pogues. Su quel palco un Shane MacGowan irrimediabilmente segnato da decenni di abusi veniva innalzato ufficialmente a un ruolo di vero e proprio patrimonio nazionale. Ancora una volta però è l’amico Nick che ne tesse le lodi più toccanti:
Quasi a dispetto dei nostri comportamenti ribelli avevamo un indole romantica e l’abbiamo riconosciuta l’uno nell’altro. Oltre a questo condividevamo un amore per le parole. Ho sempre amato le sue storie che andavano avanti fino a notte fonda e come le serate finivano invariabilmente con Shane che cantava canzoni. Shane che ti fissava negli occhi e ti cantava una canzone era qualcosa di speciale. Qualcosa che non si dimentica facilmente.
Nick Cave
