Lo scorso anno la storica band del catalogo Warp aveva interrotto un silenzio di tredici anni con un mini-album che aveva riacceso l’interesse attorno al loro mito. La pubblicazione seguiva a circa tre anni di distanza da una serie di ristampe e da un boxset antologico che raccoglieva tutta la loro produzione. Ora Seefeel annunciano il successore dell’omonimo Seefeel del 2011: Sol.Hz.
Il nuovo lavoro, primo full-length della band in quindici anni, ne prosegue l’esplorazione sonora ripartendo dai fondamenti della loro proposta shoegaze sintetica: circolarità, voci ipnotiche, texture vaporose e rintocchi dubby. Le linee di chitarra, elaborate e processate da Mark Clifford, si intrecciano con i vocalizzi manipolati di Sarah Peacock, creando un effetto sospeso tra ritmo, spazio e profondità.
Sol.Hz, il cui titolo richiama metaforicamente “sole” ed “elettricità”, sembra incarnare l’idea di un suono che fonde materia e aria, in un’esperienza immersiva che richiama la celebre frase di Marx “tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria”.
L’album è disponibile in vinile trasparente e nero, CD e su tutte le piattaforme di streaming. La versione esclusiva Bleep include un risograph print e un mix CD, Rapture To Rupt, un’ora di viaggio attraverso i brani Seefeel dal 1994 al 1996, curato dall’artista KMRU e originariamente pubblicato come rara cassetta.
I Seefeel sono noti come il primo gruppo con le chitarre ad approdare su Warp, nonché tra le prime band post-rock. Si sono sciolti nel 1997 dopo la pubblicazione del mini album Ch-Vox dell’anno precedente per tornare una prima volta con l’omonimo lavoro del 2011, recensito su queste pagine da Antonello Comunale, che è anche l’autore dell’articolo dedicato al loro esordio discografico, Quique. Quest’ultima prova è stata notoriamente descritta da Reynolds come «il perfetto esempio di gruppo rock che non voleva più suonare il rock, ma solo l’ombra del rock».